L'accordo con gli Usa aiuterà le banche - di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://static.internazionale.it/assets/img/authors/88.jpgContinua il braccio di ferro tra Svizzera e Stati Uniti sulla tassazione, iniziato nel lontano 2009, quando le autorità americane avevano messo sotto inchiesta Ubs per aver aiutato una buona fetta della clientela americana ad evitare di pagare le tasse. Quella triste vicenda si è conclusa con la consegna al fisco americano di un elenco di 4.700 nominativi, tutti presunti evasori, da parte di Ubs ed il pagamento di una penale di 780 milioni di dollari. Vittima più recente di questa controversia è la Wegelin Bank, la più vecchia banca privata svizzera, costretta nel gennaio di quest'anno a pagare una penale di 57,8 milioni di dollari alle autorità statunitensi a causa della gestione offshore di depositi di clienti americani per un valore complessivo di 1,2 miliardi di dollari. Un colpo talmente duro da costringere la banca a chiudere i battenti dopo 270 anni di ininterrotta attività.
La proposta di legge che permette alle banche elvetiche di dialogare con le autorità americane, riguardo la clientela statunitense, e che rilassa la legislazione sulla segretezza dei depositi bancari mira, dunque, ad evitare che altri istituti svizzeri si trovino in un futuro prossimo venturo in situazioni analoghe.
Il costo di questo "dialogo" in termini di pagamenti di penali per la passata attività di consulenza fiscale per la clientela dovrebbe oscillare  tra i 7 ed i 10 miliardi di franchi svizzeri, che a prima vista sembra una grossa cifra.
In realtà non lo è se messa in relazione alle dimensioni del mercato bancario elvetico. Nonostante il fiorire di nuove piazze, da Singapore ad Hong Kong a Dubai, che apertamente fanno concorrenza alla Svizzera in questo settore, Berna rimane la capitale del mercato più importante al mondo per il private banking. Ed, infatti, il Boston Consulting Group, il celeberrimo think tank americano, stima che in Svizzera si gestiscano oltre 2.000 miliardi di dollari stranieri, ossia il doppio, complessivamente, rispetto a Caraibi e a Panama o a Singapore e Hong Kong.
Nonostante il braccio di ferro con Washington, in termini di gestione del denaro, la ricchezza mondiale continua a fidarsi più della Svizzera che di altri Paesi.
La nuova legislazione sembra voler proteggere il primato elvetico evitando in futuro episodi tristi ed imbarazzanti come quelli della Ubs e della Wegelin Bank.
Fonte: www.caffe.ch

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