KPMG: Orizzonte difficile per le banche britanniche
Le prospettive delle banche britanniche, almeno per il prossimo futuro, non sono affatto limpide. E molte dovranno ricorrere ancora ai tagli ai posti di lavoro. Lo rivela uno studio della società di consulenza e revisione KPMG, di cui dà notizia l'agenzia Reuters. Al centro dell'attenzione, per il settore bancario britannico, sono soprattutto le conclusioni della Commissione indipendente bancaria guidata da John Vickers. Che impongono alle banche di ricapitalizzarsi e isolare il comparto retail da quello d'affari, per evitare che le transazioni più rischiose possano intaccare i depositi dei risparmiatori. Le autorità del Regno Unito, ora, sono chiamate a mettere in pratica queste proposte. «Il costo delle normative inizia a farsi sentire e non è destinato a diminuire presto», ha dichiarato Bill Michael, il numero uno di KPMG per i servizi finanziari nel Regno Unito.
Per giunta, ha spiegato, i regolatori d'Oltremanica continuano a mantenere i tassi d'interesse al minimo storico. Il che mette in difficoltà le capacità di finanziamento delle banche. Le entrate non legate agli interessi, inoltre, sono rimaste tutto sommato invariate rispetto a 2010. «A fronte di questo scenario, la redditività futura resta una preoccupazione fondamentale per le banche retail. Mi aspetto pertanto ulteriori aumenti dei prezzi imposti ai clienti. Risultano inevitabili anche altri tagli ai posti di lavoro», ha concluso. Si stima che già nel 2011 il numero di occupati nel distretto finanziario di Londra abbia toccato la sua quota più bassa a partire dal 1998, “perdendo” circa 27 mila addetti nell'arco di un anno. ( Fonte: www.valori.it)