KAUPTHING, SI APRE UNA BRECCIA NEL SEGRETO LUSSEMBURGHESE

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Gli investigatori che indagano sul fallimento della banca islandese Kaupthing hanno ottenuto una vittoria a suo modo storica. Una vera e propria breccia nel segreto del paradiso fiscale del Lussemburgo, la cui corte suprema ha acconsentito alla consegna di una serie di documenti sequestrati dalla polizia nel corso di un blitz effettuato un anno fa.

Si tratta di informazioni che potrebbero essere cruciali per l’indagine, che risulta notevolmente complessa: esse potrebbero aiutare a comprendere le dinamiche intervenute nei mesi precedenti al crack dell’istituto di credito, nonché i comportamenti di alcuni importanti clienti. Soprattutto, attraverso i documenti rilasciati agli inquirenti, potrebbe essere possibile ricostruire i flussi di denaro che hanno viaggiato tra tre centri finanziari: Reykjavik, Londra e lo stesso Lussemburgo. Il crollo di Kaupthing trascinò infatti con sé anche la controllata inglese, Kaupthing Singer & Friedlander, e quella del “tax haven” europeo, Kaupthing Luxembourg.

All’epoca, nell’ottobre del 2008, la banca dell’isola nordica fu divisa in due soggetti, una “good bank” ed una “bad bank”, con quest’ultima deputata ad assorbire gli asset tossici. L’operazione fu effettuata dal tycoon locale (nonché leader del partito conservatore) David Rowland, i cui legali si sono sempre opposti alla richiesta di poter visionare la documentazione sequestrata dalle forze dell’ordine. Ne nacque una battaglia legale, con gli investigatori concentrati anche sulle possibili manipolazioni del mercato effettuate dai protagonisti della vicenda. Per questo i giudici islandesi hanno analizzato, insieme al Serious Fraud Office e alla Financial Services Authority inglesi, una vasta serie di attività di trading sospette, effettuate soprattutto attraverso strumenti finanziari derivati. Nell’isola, per questo, sono già stati posti sotto accusa i tre principali ex dirigenti di Kaupthing: Sigurdur Einarsson, Hreidar Már Sigurdsson e Magnus Gudmundsson, che tuttavia hanno sempre respinto ogni addebito. ( Fonte: www.valori.it)

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