JPMorgan Chase punta sulla Cina

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201103/jpmorgan.jpgJPMorgan Chase, in crisi per il “buco” da 2 miliardi di dollari dovuto al trading sui derivati, ha deciso di puntare sulla Cina. Ha infatti incrementato il capitale della propria divisione cinese per la cifra di 2,5 miliardi di yuan, pari a 394 milioni di dollari, al fine di far fronte alla crescente domanda di servizi finanziari nella seconda economia del mondo.
Si tratta della seconda iniezione di capitale per la sussidiaria locale, che è stata incorporata nel 2007. Arriverà così a detenere asset per 6,5 miliardi di yuan (1,02 miliardi di dollari). L'ha fatto sapere la banca stessa tramite una nota, riportata dall'agenzia Boomberg. La China Banking Regulatory Commission l'ha anche autorizzata ad aprire una filiale a Suzhou. D'altronde, l'unità cinese di JPMorgan nel 2011 ha registrato profitti per 297,2 milioni di yuan (46,8 milioni di dollari): un anno prima ammontavano solo a 70,4 milioni (11,09 milioni di dollari). L'anno appena trascorso è stato molto positivo per gli istituti stranieri che operano nella nazione asiatica, che hanno più che duplicato i propri profitti, fino ad arrivare complessivamente a 16,7 miliardi di yuan (2,6 miliardi di dollari). Non stupisce quindi il fatto che anche Australia & New Zealand Banking Group e DBS Group Holdings abbiano di recente investito in Cina.
A partire dal 2008, i prestiti in valuta locale sono aumentati in media del 22% ogni anno. Ma – dimostrano gli ultimi dati diffusi dai regolatori – sembra che i principali colossi bancari del Paese, tutti a partecipazione statale, stiano “rallentando”. Si stanno dunque incoraggiando gli investimenti privati. Anche gli istituti di credito stranieri, dunque, si fanno avanti, nonostante i freni normativi (ad esempio, possono erogare al massimo il 10% del proprio capitale netto a un singolo soggetto) che finora hanno limitato il loro contributo al boom del credito.
Fonte: www.valori.it

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