" Italia sorvegliata speciale, le manovre al vaglio dell'Ue" di Chiara De Felice
Gli impegni dell'Italia raccolgono il plauso dell'Europa ma non fanno calare l'attenzione di Bruxelles e dell'Eurozona alle prossime mosse di Roma: da ieri, spiegano nei palazzi del potere comunitario, l'Italia è «sotto sorveglianza costante», anche perché fa da "cavia" alla nuova governance rafforzata, che dà alla Commissione Ue anche il potere di intervenire direttamente nelle manovre finanziarie dei Paesi sotto controllo. Il giorno dopo il summit che aspettava di conoscere la strategia italiana per rilanciare la crescita e ridurre la spesa pubblica, gli appelli dell'Europa sono tutti per una stretta sui tempi. Dal presidente della Commissione europea, Josè Barroso a quello della Ue Herman van Rompuy, la richiesta è di un «calendario chiaro» e del «rispetto dei tempi». Con la cancelliera tedesca Angela Merkel che, soddisfatta del pacchetto di decisioni, invita «Italia, Spagna e Grecia a varare riforme strutturali» e il presidente Usa Barack Obama che "chiama" l'Ue ad «attuare rapidamente» le misure prese.
Secondo il quotidiano economico tedesco Handesblatt sull'Italia sarebbe inoltre in corso un vero e proprio pressing da parte dell'Eurozona, affinchè Roma chieda «al fondo salva-Stati Efsf un credito preventivo», così da «avere la possibilità di farsi un'idea generale delle condizioni delle finanze dello stato italiano». Resta il fatto che non c'è più alternativa a quello che chiede l'Europa, da quando ieri i leader hanno deciso di rompere il loro tabù più grande, abdicando a parte del potere sui conti pubblici finora intoccabili, per cederlo a Bruxelles. Da ieri un supercommissario per l'euro, l'attuale responsabile per gli Affari economici e monetari Olli Rehn, vigilerà costantemente sul rigore. E la Commissione potrà esaminare, prima dei parlamenti nazionali, le manovre finanziarie dei Paesi sotto procedura per deficit eccessivo, e potrà fare rilievi e proporre modifiche da rendere effettive nel corso dell'anno. «Vogliamo che la governance dell'euro passi nel quadro comunitario», ha detto Barroso. E per sottolineare come ora non sia più tutto solo nelle mani dei governi, un alto funzionario europeo spiega che «più degli impegni dell'Italia ora vale il monitoraggio della Commissione europea che da oggi vigilerà strettamente su date e agenda di Roma grazie alla governance rafforzata».
Se per l'Italia è solo un controllo, da Bruxelles, sull'agenda delle riforme, per la Grecia invece la situazione è più pesante: una troika Ue-Bce-Fmi si stabilirà in forma «permanente» ad Atene, perchè la Germania ha insistito per estendere il più possibile il controllo sulle mosse greche.
Intanto, il presidente francese Nicolas Sarkozy difende con veemenza la scelta di salvare la Grecia: «Se l'euro fosse andato in frantumi l'altra sera, tutta l'Europa sarebbe andata in frantumi. Se la Grecia fosse fallita ci sarebbe stato un effetto domino che avrebbe travolto tutti. Se (ieri sera) non ci fosse stato un accordo non sarebbe stata solo l'Europa ad affondare in una catastrofe, ma il mondo intero», ha dichiarato il presidente francese in un'intervista televisiva. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)