Irlanda, nuovi test sulla tenuta delle banche
È ormai imminente una nuova ondata di stress test sulle quattro banche irlandesi considerata maggiormente in difficoltà. Al centro dell’analisi ci saranno, ancora una volta, le possibili perdite collegate ai prestiti accordati dagli istituti di credito. Ma secondo gli analisti non è certo che neppure i risultati di tale monitoraggio possano restituire fiducia ai mercati.
Proprio ieri l’agenzia Reuters ha infatti battuto una notizia secondo la quale il governo di Dublino sarebbe pronto a chiedere un aiuto supplementare all’Unione europea per garantire supporto finanziario proprio al sistema bancario (informazione appresa da «numerose fonti europee»). A partire dall’inizio del 2009, le autorità dell’isola hanno già iniettato 46 miliardi di dollari negli istituti di credito locali, ovvero l’equivalente del 28% del prodotto interno lordo. Eppure alcuni gruppi sembrano ancora instabili.
Anche per questo saranno condotti i nuovi test, che secondo quanto dichiarato dal governatore della banca centrale Patrick Honohan saranno basati su scenari economici «aggressivi». Si cercherà di comprendere quale sia la quota di “bad loans” effettivamente nelle mani di ciascun istituto, dopo che alcune stime parlano del 10% dei 786 mila mutui concessi ai cittadini irlandesi. Anche sulla base di tali indicazioni, inoltre, dovrebbero essere individuate le reali necessità di nuovi capitali, che secondo le autorità irlandesi potrebbero essere pari a 10 miliardi di euro, necessarie per raggiungere i requisiti minimi previsti.
«È importante che gli stress test in Irlanda siano condotti in maniera rigorosa», ha spiegato nei giorni scorsi Olly Rehn, commissario europeo agli Affari economici e monetari. I risultati saranno pubblicati il prossimo 31 marzo. ( Fonte: www.valori.it)