" Allarme Portogallo, l'Unione Europea pronta a intervenire " di Ugo Caltagirone
«Siamo a una svolta»: così il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, saluta – dopo mesi e mesi di durissimo lavoro – il via libera dato dai leader europei al Patto per l'euro, alla riforma del Patto di stabilità e di crescita e alla nascita dalla metà del 20013 di un Fondo salva-Stati permanente – quello che in molti già chiamano Fondo monetario europeo.
Ma è l'allarme Portogallo a rovinare la festa. Il Parlamento lusitano ha bocciato il piano di austerity del governo Socrates ed il premier è stato costretto a presentare le dimissioni. Le elezioni anticipate si avvicinano e l'instabilità politica alimenta l'incertezza dei mercati. Tanto che – dopo pochi minuti dall'inizio del vertice dei capi di Stato e di governo – piomba sul tavolo la notizia di Fitch che ha tagliato il rating del Portogallo ad A-, non escludendo un ulteriore colpo di scure.
A questo punto, quella di un piano di aiuti Ue-Fmi per salvare Lisbona dalla bancarotta è più di una ipotesi. A sentire le dichiarazioni dei vari leader, l'Europa è ormai pronta a intervenire, attraverso lo European financial stability facility (Efsf), l'attuale Fondo salva-Stati. Il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, si spinge a fare anche delle cifre: quella di 75 miliardi di euro – ha spiegato – è una somma «appropriata» per aiutare Lisbona. Ma per attivare l'Efsf – come già accaduto per l'Irlanda – è il governo del Paese in difficoltà che deve fare la prima mossa. E per il momento da parte lusitana non c'è alcuna richiesta.
Il messaggio da Bruxelles a chi governa e governerà il Portogallo comunque è molto chiaro: se si vogliono gli aiuti questi dovranno essere subordinati a condizioni molto severe, come per la Grecia e l'Irlanda. A partire dal rispetto degli impegni presi in Europa. «Le difficoltà politiche del Portogallo vanno rispettate – ha affermato il presidente della Commissione Ue, il portoghese Josè Manuel Barroso – ma vanno anche superate il più velocemente possibile. E gli impegni sul fronte delle riforme e del consolidamento delle finanze pubbliche devono essere confermati». Un concetto che la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha ribadito al premier dimissionario Josè Socrates in un breve faccia a faccia prima dell'inizio del vertice: «Il primo ministro portoghese – ha detto Merkel – ha avviato un programma di riforme ambizioso all'inizio di marzo. Tutti coloro che in Portogallo hanno o avranno responsabilità di governo dovrebbero condividere gli obiettivi di tale programma». ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)