Irlanda, Noonan: «I creditori potrebbero partecipare alle perdite»
Il ministro delle Finanze irlandese Michael Noonan, in un'intervista alla rete televisiva RTE, ha dato una notizia che potrebbe costituire una rivoluzione nella consueta politica di gestione dei fallimenti bancari. I creditori privilegiati, ha affermato, dovrebbero prender parte alle perdite di Anglo Irish Bank Corp e Irish Nationwide Building Society. E non si tratta solo di un'idea astratta: ne ha già discusso in una riunione con il Fondo monetario internazionale.
La crisi bancaria irlandese, scoppiata nel novembre dello scorso anno, ha fatto vacillare la finanza di tutto il Continente. E per salvare questi due istituti di credito il Tesoro li ha dovuti nazionalizzare, iniettando capitali pari in tutto a 34,7 miliardi di euro. Per Unione europea e FMI, la strada obbligata è stata quella di intervenire con un prestito d'emergenza di circa 90 miliardi. Per i prossimi due anni è in programma la fusione dei due istituti, che sarà seguita dalla cessione progressiva di alcuni asset. Inutile dire che le finanze statali sono state messe a dura prova da tale operazione: basti pensare che nel 2010, secondo le rilevazioni di Eurostat, il deficit si è attestato al 32,4% del pil.
Finora il governo aveva sempre respinto l'ipotesi di scaricare le perdite anche sui creditori, a meno che non si manifestasse la necessità di un'ulteriore iniezione di capitale (possibilità smentita il mese scorso dalla stessa banca centrale). Ma, ha affermato Noonan, «non pensiamo che siano i contribuenti irlandesi a dover salvare quello che era diventato un investimento speculativo». E il FMI, dichiara, «ha pienamente compreso la nostra posizione». Ora è prevedibile che nel mondo della finanza tali dichiarazioni scatenino un terremoto: la Banca centrale europea finora ha sempre manifestato la propria contrarietà a questo tipo di soluzione. E il primo ministro Enda Kenny ieri ha dichiarato che non si farà una scelta simile per i due istituti di credito più importanti dell'isola, Bank of Ireland e Allied Irish Banks. ( Fonte: www.valori.it)