Inflazione, a febbraio rialza la testa. A incidere gli alimentari e la benzina
L'inflazione a febbraio rialza la testa, salendo al 3,3% dal 3,2% di gennaio. Soprattutto a rincarare è il cosiddetto carrello della spesa, ovvero l'insieme dei prodotti acquistati con maggiore frequenza che sale del 4,5%, un valore che, oltre ad essere molto superiore al livello generale dei prezzi, risulta anche il più alto dall'ottobre del 2008. D'altra parte gli aumenti più forti toccano proprio i prodotti che rientrano nella lista della spesa quotidiana. L'Istat, diffondendo la stime preliminari sul tasso d'inflazione, infatti, rileva un boom per le quotazioni della benzina e del diesel, che proseguono la loro corsa con rialzi a doppia cifra, e per gli alimentari, in particolare per gli ortaggi freschi (+8,6% nell'arco di un solo mese). Un'impennata su cui, spiegano i tecnici dell'Istituto di statistica pesano le tensioni sui mercati all'origine e all'ingrosso dovute allo sciopero degli autotrasportatori di fine gennaio, e agli eventi climatici sfavorevoli, ovvero la gelata di inizio febbraio. Rispetto a gennaio, in termini congiunturali, i prezzi sono così saliti dello 0,4% nel complesso e dello 0,7% per il solo carrello della spesa. Su base mensile ad alzare l'asticella dell'inflazione sono i capitoli trasporti e prodotti alimentari, mentre su base tendenziale i maggiori tassi di crescita toccano, oltre al settore dei trasporti, gli esborsi legati all'abitazione. Nel dettaglio colpiscono i rincari registrati per benzina (+18,7%), diesel (+25,4%), gas (+15,6%), gasolio da riscaldamento (+14,4%), caffè (+14,7%) e biglietti aerei (+11,3%). Intanto l'inflazione sale anche nel Vecchio continente, secondo la stima di Eurostat nell'area della moneta unica il tasso medio si porta al 2,7% dal 2,6%. Un livello che l'Italia supera decisamente, infatti, nella Penisola l'indice armonizzato per i prezzi al consumo per i paesi dell'Unione europea (Ipca) si mantiene alto, pari al 3,4%. Per Confcommercio «l'andamento al rialzo dei prezzi al consumo, peraltro comune a tutti i Paesi dell'area euro, sta riflettendo il progressivo graduale ribaltamento degli impulsi a monte sui prezzi finali». Analizzando le motivazioni del nuovo rialzo, Confesercenti sottolinea che «il ritorno all'aumento dell'inflazione a febbraio è causato da un inizio anno difficile, segnato, oltre che dal gelo e dallo sciopero dei trasporti su gomma, anche dalle manovre dell'esecutivo che hanno appesantito le accise sui carburanti». Coldiretti punta il dito oltre che sul «maltempo» anche su «fenomeni speculativi». ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
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