India, presto il “via libera” alle banche estere

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Il tradizionale “protezionismo” del settore finanziario indiano potrebbe ben presto diventare soltanto un ricordo. Almeno se verranno approvate le nuove leggi che ora sono al vaglio dei regolatori del Paese asiatico, e di cui dà notizia il Wall Street Journal.

Per anni una legislazione decisamente restrittiva ha limitato a 12 il numero di filiali che gli istituti di credito stranieri potevano aprire ogni anno. Scatenando la prevedibile frustrazione dei colossi bancari esteri che rischiavano di restare fuori dai giochi in quella che, attualmente, è la seconda economia a più rapida crescita a livello mondiale. Ma quest'anno (forse addirittura entro il mese di giugno) le regole dovrebbero cambiare. A quanto emerge dalle prime analisi della proposta, le banche estere dovranno veicolare le proprie operazioni in consociate che dovranno detenere un capitale proprio e che pertanto verranno equiparate agli istituti di credito indiani. Per chi non accetterà rimarrà il limite di 12 filiali all'anno. Una misura che, in sostanza, riecheggia quella proposta lo scorso marzo dalla Financial Services Authority britannica.

Per ora non sono state rilasciate dichiarazioni ufficiali; ma è prevedibile che a tenere gli occhi aperti siano in molti. In primo luogo Standard Chartered, Citigroup e HSBC, le più attive fra le 34 banche straniere ora presenti nel Paese asiatico. Se da un lato, infatti, vedono la possibilità di incrementare esponenzialmente la loro presenza (soprattutto nel mercato retail), non manca il rovescio della medaglia. I requisiti minimi di capitalizzazione, infatti, potrebbero limitare la libertà d'azione delle filiali offshore. E soprattutto c'è un costo. Per ora si parla di una tassa una tantum del 10% sul guadagno in conto capitale, oltre a una tassa di bollo che dovrebbe essere compresa fra il 2 e il 5%. Calcolando il tutto sulla base del valore degli asset trasferiti nelle nuove consociate. Un'ipotesi che, è evidente, potrebbe nettamente smorzare gli entusiasmi dei banchieri. ( Fonte: www.valori.it)

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