In Italia a ruba l'asta dei Bot
La lunga parabola dei rendimenti dei Bot italiani è decisamente nella fase discendente, a tutto vantaggio dei costi di finanziamento del debito e della capacità dell'Italia di rifinanziarlo sui mercati internazionali. Il tasso di rendimento che il Tesoro deve offrire per vendere i Bot semestrali è crollato ieri ai minimi dal 2010, a fronte di una domanda sostenuta che ha consentito di collocare tutti i 12,250 miliardi di euro pianificati. Gli ultimi risultati delle aste segnalano che l'interesse degli investitori stranieri sui titoli di stato italiani sta tornando: a dirlo – dal G20 di Città del Messico – sono stati in nottata sia il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco che il vice ministro dell'Economia Vittorio Grilli alla conferenza finale del G20. «Sono titoli che rendono abbastanza bene e sono sicuri» ha spiegato il governatore mentre Grilli si diceva soddisfatto «del calo degli spread'', oggi in chiusura sotto 360 punti base. Il Bot sei mesi 31 agosto 2012, ieri, è stato assegnato per tutti gli 8,75 miliardi pianificati al rendimento di 1,202%, minimo da settembre 2010, in forte discesa dall'1,969% di fine gennaio. Appare lontanissimo lo scorso novembre, quando lo stesso Bot semestrale aveva sfondato quota 6,6% segnalando la recessione imminente e i timori per la solvibilità dei titoli italiani a breve. Il Bot "flessibile" a scadenza 20 dicembre 2012 – meno di 10 mesi – è stato invece assegnato per 3,5 miliardi, al rendimento dell'1,290%: sempre a novembre il 12 mesi superava il 6%. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
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