Immobiliare, la bolla si affaccia anche in Francia?

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

«A pensare a bolle e Francia, viene in mente lo Champagne», scrive il Wall Street Journal. O, meglio, dovrebbe venire in mente solo la pregiata bevanda. Invece negli ultimi tempi la galoppante corsa delle banche transalpine nel concedere prestiti per l’acquisto di immobili sta spostando l’attenzione su un altro tipo di bolla: quella speculativa.

 

Ad essere colpito potrebbe essere proprio il real-estate locale: basti pensare che i prezzi del mattone in Francia sono cresciuti di circa il 9% nel 2010. In particolare nell’area della capitale Parigi, il costo degli appartamenti è salito del 18%. Non è un caso che i mutui a tasso fisso concessi dagli istituti di credito sono contemporaneamente saliti del 73% nel solo mese di febbraio del 2011, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il che equivale a prestiti complessivi per 149,9 miliardi di euro, secondo le cifre ufficiali rese note dalla Banca di Francia. Per questo proprio l’istituto centrale parigino sta ipotizzando di poter chiedere di contenere il flusso dei crediti. L’esperienza americana dei mutui subprime, concessi in modo troppo facile ai persone che non erano in grado di far fronte alle relative rate, ha costituito in questo senso una lezione che è impossibile dimenticare. Anche se, va detto, a differenza degli Usa normalmente le banche francesi tendono a non consentire ai propri clienti un indebitamento superiore al 30% dei loro redditi.

 

Ma la bolla potrebbe generarsi lo stesso, dal momento che la quantità di persone invogliata a chiedere un mutuo, visti i tassi di interesse medi (fissi) al 3,5% (contro il 6,5% della fine del 2008), è in continuo e vertiginoso aumento. Inoltre l’innalzamento dell’età pensionabile a 62 anni ha spinto ancor più persone a scegliere di indebitarsi sul lungo periodo. Va detto che ad aiutare le autorità di Parigi ad evitare una bolla, probabilmente, presto arriverà un probabile rialzo dei tassi da parte della BCE. Ma, visti i precedenti (non solo negli Usa), sarà bene non abbassare la guardia. ( Fonte: www.valori.it)

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