Il Re dei rubinetti ora sbarca in Ticino - di Gianfranco Quaglia

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

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Sciur Carlo" per i dipendenti. "Nonno Carlo" per i nipoti. Per la gente comune "quello dei rubinetti". Ovvero il re di una monarchia incontrastata, il fondatore di un impero, ereditato dai figli, che ha fatto sgorgare e continua a far scendere "l'oro blu" nei lavandini di tutto il mondo. Cento milioni di rubinetti di qualità, autentici capolavori d'arte e design, installati nelle case e negli hotel dei quattro continenti. E ora la scelta di sbarcare a Lodrino, "in un'ottica di espansione aziendale e per essere presenti in un territorio importante come il Ticino", dice al Caffè Alberto Nobili, figlio di Carlo e amministratore delegato. Le trattative con il Comune sono aperte e i Nobili si muovono con prudenza.
La scelta svizzera è un'altra sfida. Una sfida come tante altre che punteggiano la storia di quest'azienda. Una storia che inizia nel 1954, in piena ricostruzione di un'Italia che guardava al futuro. A quei tempi Carlo Nobili aveva un sogno: fondare un'impresa con l'obbiettivo di creare prodotti di elevata efficienza e piacevoli nelle forme. Lo scopo non era solo estetico. "Sciur Carlo" voleva contribuire al miglioramento della vita di chi avrebbe utilizzato quei manufatti d'ingegno. E ora la Nobili Rubinetterie di Novara sta per sbarcare anche in Ticino. Qui, assicurano, dovrebbe assumere manodopera locale, con una ricaduta fiscale nelle casse comunali di 100mila franchi. Insediamento oggetto di massima attenzione per gli effetti sull'ambiente, ma l'azienda ha fornito rassicurazioni: nessun impatto significativo, rumori praticamente nulli, e traffico limitato.
È il segno distintivo della "Carlo Nobili Spa" che in Italia si sviluppa su nove stabilimenti, a partire da quello di Suno (Novara), il principale, dove lavorano 244 dipendenti (in tutto il gruppo sono 470 fra operai, tecnici, designer, impiegati). Un altro carattere dominante della famiglia Nobili (oggi quattro figli) è la discrezione, l'"understatement" tipico piemontese, una ritrosia che a volte può essere confusa con il distacco. 
In realtà, quando ci vuole, la famiglia Nobili sa uscire dal guscio, come tre anni fa durante l'inaugurazione del nuovo settore logistica accanto alla sede centrale di Suno: organizzò un mega-intrattenimento con lo showman Fiorello e 1.400 ospiti. Un'azienda in controtendenza, rispetto alla crisi del settore e la concorrenza spietata che arriva dalla Cina. Ma qual è il segreto di tanto successo? Alberto Nobili, 54 anni, amministratore delegato, il numero uno dell'azienda accanto ai fratelli Pier Luigi, Fabrizio e Maria Grazia, è chiaro e fluente come l'acqua che sgorga dai suoi rubinetti: "Lo si deve alle scelte coerenti con quella che da sempre è la nostra filosofia: investire nell'innovazione e nella sostenibilità. Mi riferisco da un lato alla scelta di aggiornare costantemente i processi produttivi, facendo ricorso alle risorse tecnologiche più elevate e sofisticate. Dall'altro nel considerare la sostenibilità ambientale come momento qualificante del nostro modo di operare".
Sulle perplessità ambientali sollevate a Lodrino, Alberto Nobili si mostra sicuro: "La nostra azienda nel 2013 si è dotata di un impianto fotovoltaico di 1,5 MWh che ci consente una totale autonomia energetica. Questa scelta, assieme ad altri rilevanti investimenti dedicati alle tecnologie per la gestione dei fumi, del ricircolo dei fluidi e delle acque reflue, mediante trattamento di depurazione a ciclo chiuso, ci ha posti nella condizione di ottenere la prestigiosa classificazione Zero Emission Company. La stessa attenzione poniamo nella progettazione e nella realizzazione dei prodotti, tutti concepiti in funzione del rispetto dell'ambiente. I nostri programmi 'Energy saving', 'Water saving', 'Eco fresh'', ad esempio, ci hanno consentito di immettere sul mercato modelli che nell'uso quotidiano permettono un significativo risparmio energetico".
Un'attenzione all'ambiente che si coniuga con la solida capacità imprenditoriale sempre attenta ai conti. "Nonostante il momento non facile per l'economia, il 2013 lo chiudiamo con un risultato molto soddisfacente - sottolinea-, segnando un apprezzabile incremento rispetto all'anno precedente. Questo ci consente di guardare con fiducia al 2014. Quest'anno festeggiamo il 60° di attività dell'azienda fondata da mio padre Carlo. Prevediamo un'ulteriore crescita del fatturato di circa il 10%, grazie allo sviluppo della penetrazione in mercati quali la Cina, la Russia, il Sudafrica e il Sudamerica, e all'ampliamento del segmento di eccellenza della nostra gamma di offerta".
Già, la Cina. Nel periodo 2008-2009, quando tutto il settore pativa la crisi, la "Carlo Nobili" ha saputo reagire con coraggio, ricorrendo ancora una volta al made in Italy. Con un piano di investimento di 50 milioni di euro ha introdotto 90 robot, tutti costruiti in Italia. Questi macchinari, uniti all'ideazione di designer di fama mondiale, sono riusciti a contrastare la crisi. Nel 2009 un altro grande passo: l'acquisizione dalle famiglie Drago e Boroli dell'80% delle quote della rubinetteria Stella di Novara, una delle più antiche d'Europa. Proprio con i rubinetti Stella è stato realizzato un restyling degli impianti all'Hotel Ritz di Parigi, sui sanitari della barca di Luca Cordero di Montezemolo e in una villa di Dolce & Gabbana. "Nel periodo più difficile dell'economia italiana - conclude - vantiamo con orgoglio un altro primato: nessun giorno di cassa integrazione".

Fonte: www.caffe.ch
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