Il primato degli statali spetta alla Lombardia
Sempre meno statali con il posto garantito (ma aumentano, e del 7,6%, i dipendenti della Presidenza del Consiglio). Stipendi in aumento, ma molto meno dell'inflazione, tornano a crescere le assenze per malattia dopo «l'effetto Brunetta» registrato nel 2009. Infine non è il Lazio ma la Lombardia la regione che ha più dipendenti pubblici. È questa la fotografia che emerge dal Conto annuale della Ragioneria dello Stato appena pubblicato.
Nel 2010 i dipendenti pubblici a tempo indeterminato erano 3.253.097 con un calo dell'1,77% rispetto al 2009. I dipendenti sono diminuiti di 59.000 unità, soprattutto a causa della contrazione del personale della scuola (-31.000 unità). Le donne nel 2010 erano 1.808.746, pari al 55,6% del totale. La stretta sul personale del pubblico impiego non ha però toccato la presidenza del Consiglio che nel 2010 ha registrato un aumento di personale del 7,6%. I dipendenti di Palazzo Chigi sono passati da 2.344 a 2.521 (177 in più) dopo un calo del 2,9% registrato l'anno precedente. Nello stesso periodo sono aumentate, ma meno dell'inflazione, le retribuzioni medie degli statali. Al netto degli arretrati, nel 2010 la retribuzione media è stata di 34.652 euro, in crescita dello 0,4%, rispetto ai 34.506 euro del 2009 (+3,2%). Diversamente da quello che si pensa non è il Lazio, ma la Lombardia la Regione ad avere il numero più alto dei dipendenti pubblici. In Lombardia lavora il 12,63% dei 3,25 milioni di lavoratori pubblici pari a quasi 400.000 unità, a fronte del 12,1% del Lazio. In Campania lavora il 9,36% dei dipendenti pubblici, l'8,55% in Sicilia e il 7,02% nel Veneto. Nel Nord lavora il 34,83% dei dipendenti pubblici, in Centro il 31,89%, nel Sud e le Isole il 33,03%, lo 0,25% all'estero. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)