Il "panino" di Google fa gola al fisco Usa - di Loretta Napoleoni
Gli americani hanno accusato Google di evitare di pagare il giusto ammontare di tasse. Nel 2011, sostengono i politici, la società americana ha denunciato 8,8 miliardi di euro nelle Bermuda, sottraendo al fisco Usa miliardi di dollari. La scelta delle Bermuda, infatti, gli ha permesso di ridurre le aliquote delle imposte sul fatturato mondiale al 5 per cento, meno della metà di quelle che paga in Irlanda, dove denuncia la maggior parte delle sue entrate globali.
Ancora più preoccupante è la scelta di Google di re-investire permanentemente i 33 miliardi di dollari di profitti offshore fuori dei confini nazionali, e quindi di non ripatriarli impedendo così alle autorità fiscali americane di tassarli.
Per una volta la Svizzera non c'entra in questa mega disputa fiscale, gli architetti, infatti, sono olandesi, irlandesi e qualcuno abita alle Bermuda. Il sistema, ribattezzato nel gergo fiscale "a panino" perché sigilla i profitti mondiali tra due domicili fiscali, non è nuovo. Già negli anni Novanta i volti celebri irlandesi se ne sono serviti per ridurre la tassazione sui profitti globali. Il meccanismo è relativamente semplice: Google denuncia la maggior parte del fatturato in Irlanda, ma sfrutta le differenze tra i sistemi fiscali americani ed irlandesi per spostare i guadagni alle Bermuda attraverso l'Olanda, dove evita di pagare la ritenuta d'acconto. Il doppio domicilio fiscale crea un gioco di specchi che fa sì che per il fisco americano i profitti siano irlandesi e per quello irlandese siano invece tassabili alle Bermuda.
Gran parte della proprietà intellettuale di Google è stata venduta all'impresa, cioè una scatola vuota, con il doppio domicilio fiscale che l'ha poi data in concessione a Google Ireland Ltd., di base a Dublino. Google Ireland è al centro della ragnatela fiscale della consorella, con un personale di 2.199 impiegati nel 2011 ha pagato al fisco irlandese appena 17 milioni di euro, dopo aver dichiarato 153,9 milioni di profitti lordi, su un fatturato di 15,5 miliardi di euro.
Nel 2012 la succursale di Google nel Regno Unito, che svolge tutte le operazioni di marketing per l'affiliata irlandese, ha pagato 11,5 milioni di tasse, quasi il doppio che nel 2011 ma ancora molto poco rispetto ai profitti lordi. Con il 10 per cento delle vendite mondiali nel Regno Unito, pari a 4,49 miliardi di dollari nel 2012, questo è il secondo mercato al mondo per Google.
Fonte: www.caffe.ch