Il crac negli Urali di Mister Giulini - di Olga Kharitonova
L'ultima rassicurazione sarebbe rimbalzata ieri, sabato, qualche minuto prima della partita tra Bellinzona e Locarno, quando Gabriele Giulini ai giornalisti ha garantito che sarebbero arrivati in banca i documenti per sbloccare 4 milioni di franchi, e saldare così i conti scoperti del club. Ma sulle difficoltà finanziarie del presidente granata, c'è un retroscena che si staglia lontano, ad oltre cinquemila chilometri di distanza dal Ticino. E riguarda il crac milionario della società Rusmag, nella regione di Sverdlovskaja (Urali), di cui Giulini è presidente del consiglio d'amministrazione. Qui la compagnia Minmet Financing Company di Losanna, riconducibile alla famiglia del presidente del Bellinzona calcio (ma il suo nome non è mai comparso nei dati dell'azienda sul Registro di commercio), decide di investire nel settore del magnesio, e lo fa finanziando la Rusmag.
Ma andiamo con ordine. La storia della Rusmag (Magnesio russo) nasce nel 2004 nella regione Sverdlovskaja (nel distretto degli Urali), quando Giulini e un suo amico, l'imprenditore locale Anatolij Scelkogonov, decidono di costruire uno stabilimento per la produzione di magnesio (160 mila tonnellate all'anno) con tecnologie all'avanguardia vicino alla città di Asbest. La compagnia Minmet Financing Company diventa l'investitore strategico dell'operazione con il 50 per cento più una azione e Giulini presidente del consiglio d'amministrazione. Altri soci sono il governo regionale con il 25 per cento più una azione e la società russa Uralasbest con il 25 per cento meno due azioni. La società guidata da Giulini investe nell'affare, a partire dal 2007, più di 50 milioni di dollari. Nel 2009 la costruzione del primo corpo della fabbrica viene sospesa perché gli altri soci non investono nulla, e il governo regionale non riesce (o non vuole) cercare investitori esterni. I soldi della Minmet vengono spesi per stipendi, tasse, contributi. I debiti della Rusmag, intanto, crescono: nel terzo trimestre del 2012 il gruppo di Losanna smette di finanziare l'attività della Rusmag. Il debito è di 60 milioni di rubli (un milione e 800 mila franchi, come risulta anche da un servizio di Rus Buniness News) buona parte - 51 milioni - per il progetto, e il resto per salari e tasse. Poi ci sono gli interessi bancari sui prestiti, che potrebbero raggiungere una somma davvero ingente. La Minmet, a questo punto, cerca di ottenere dalla sede russa della Banca Intesa italiana una linea di credito di 33 milioni di dollari, circa 31 milioni di franchi. L'operazione è a buon punto. Ma il governo regionale non approva il prestito: troppo caro, si dice, salda solo i debiti, non favorisce lo sviluppo della società. In più non viene visto di buon occhio l'intervento di una banca italiana. Il vicepremier del governo regionale, Aleksandr Petrov, citato dal giornale governativo "Oblastnaja gazeta" (Gazzetta Regionale) spiega la situazione di Asbest così: "La compagnia commerciale svizzera con poca capacità produttiva ha sopravvalutato le proprie forze".
Dopo il fallimento dell'accordo con Banca Intesa, e dopo aver cercato invano di recuperare gli investimenti nel progetto magnesio, in giugno del 2012 la Minmet, sembra senza avvertire i soci, vende la propria parte (diventata 50 + 2) alla società Solimag di proprietà di Mark Lisovski, cittadino americano. Il direttore generale viene cambiato: al posto di Fabio Tamburrano, indicato da Giulini, arriva Aleksej Ginsburg, il quale già nel settembre del 2012 dichiara la Rusmag in fallimento. Il vice premier Petrov ritiene la richiesta della società illegittima: "La procura regionale - dichiara - sta già indagando".
Gli esperti locali hanno ipotizzato pure che la Solimag, in realtà, non ha comprato alcuna azione dalla Minmet. Ma ha fatto soltanto un favore agli svizzeri per salvare il buon nome della società e minimizzare i danni alla reputazione. Il direttore Ginsburg, in una intervista alla "Nep" (agenzia economica online degli Urali), ha tuttavia negato decisamente l'ipotesi: "Una versione assurda. Abbiamo comprato il pacchetto della Minmet per una grande somma. Ma le condizioni inserite nel contratto non mi permettono di rivelarla".
Attualmente la Rusmag è in amministrazione controllata (decisione della Corte d'arbitraggio della regione Sverdlovskaja, presa nel gennaio di quest'anno). La causa sul fallimento della Rusmag, invece, arriverà in aula del Tribunale il 3 luglio del 2013.
Fonte: www.caffe.ch