" I voraci emergenti salvano la cioccolata" di Loretta Napoleoni
Siamo sotto Natale e tutti si preparano a gozzovigliare con i dolci di cioccolata. Molti si domandano se è vero che la recessione contrae la domanda di cioccolata? In effetti nel 2008-2009, dopo il crollo della Lehman Brothers quindi, in Occidente si è mangiata meno cioccolata. Su mercato dei futures, poi, si è registrata una flessione del 43 per cento del numero dei contratti relativi al cacao. Ma i dati del consumo globale raccontano una storia diversa.
Nel novembre del 2011 la vendita dei dolci di cioccolata ha superato la barriera dei 100 miliardi di dollari. Negli ultimi cinque anni, anni di crisi economica dunque, le vendite mondiali sono salite del 32 per cento. A sostenerle è l'appetito vorace degli abitanti delle nazioni emergenti, che finalmente possono permettersi un prodotto tanto costoso. Secondo Euromonitor, i più golosi sono i sud americani dove nel 2011 la vendita di dolciumi di cioccolata ha raddoppiato rispetto al 2006 con un fatturato di 10,35 miliardi di dollari. Il consumo di cioccolata in Asia invece ammonterà a ben 11.6 miliardi di dollari, equivalente ad un aumento del 53 per cento delle vendite in cinque anni.
Colpisce che la popolarità della cioccolata, quale prodotto di consumo giornaliero, sia avvenuta nonostante negli ultimi 12 mesi i prezzi del cacao siano cresciuti a causa della contrazione dell'offerta mondiale. La guerra civile nella Costa d'Avorio, uno dei massimi produttori di cacao, - 40% della produzione mondiale - ha infatti fatto lievitare il costo del cacao riducendone anche lo stock mondiale - sceso da 434 mila tonnellate nel 2010 a 32.000 tonnellate nel 2011.
Nel marzo del 2011, quando le esportazioni dalla Costa d'Avorio si sono bloccate a seguito del conflitto armato, il prezzo del cacao è salito a 3.775 dollari la tonnellata, erano ben 32 anni che non raggiungeva questo livello. Da allora la situazione è cambiata tanto che gli analisti della Goldman Sachs si aspettano un ulteriore declino.
La contrazione del prezzo del cacao aiuterà sicuramente la Nestle - i cui prodotti includono Milky Bars e Smarties venduti in tutto il mondo - a contenere i costi di produzione, ma i risultati di questa contrazione non li vedremo fino all'anno nuovo. Secondo quanto riportato a fine ottobre dal gigante del cioccolato, il costo complessivo delle materie prime nel 2011 salirà di ben 3,3 miliardi di dollari. È quindi quasi certo che a Natale pagheremo di più i dolci di cioccolata che ci piacciono tanto, come è certo che ci consoleranno in un anno di profonda crisi economica.
( Fonte: www.caffe.ch)