" I soldi di Unipol devono servire solo al risanamento " di Sabina Rosset

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.megassicurazioni.com/wp-content/uploads/2011/07/Unipol_uffici_studi-300x190.jpgSono nero su bianco le motivazioni della Consob per l'esenzione condizionata all'Opa a cascata su Premafin, Fonsai e Milano. L'autorità chiarisce che per poter parlare di salvataggio del gruppo Ligresti, i soldi Unipol devono servire solo al risanamento, e che tutti i soci devono esser trattati in pari modo. Le pattuizioni laterali sulla manleva c'entrano insomma poco con tale quadro e per questo Consob chiede di rinunciarvi. Così come c'entra poco il diritto di recesso, che sarebbe un vantaggio economico per i soli Ligresti, oltre ad essere incompatibile con l'idea di concentrare gli sforzi sul salvataggio.
Nella risposta Consob si trova anche una «prima valutazione positiva» dell'Isvap sul riassetto Unipol: «Si ritiene – dice la Vigilanza – che consenta alle entità coinvolte di soddisfare i requisiti di solvibilità per il periodo 2012-2015». L'operazione, «oltre a determinare una discontinuità nella gestione delle imprese per effetto degli organi amministrativi, consente, sulla base delle ipotesi adottate, sinergie di costi ed una migliore compensazione del portafoglio».
Stamani, intanto, si riunirà il Cda Fonsai chiesto dall'Isvap per definire gli impegni e la tempistica del riassetto. A seguire toccherà alla Premafin, dove però tutte le attese sono per quanto decideranno i Ligresti sulla rinuncia alla manleva e sull'impegno a non utilizzare il diritto di recesso. Il fatto che Premafin l'altro ieri abbia votato il concambio proposto da Fonsai allo 0,85% (0,98-1,66% la forchetta precedente della holding) sembra indicare la volontà di non ostacolare il riassetto. Dopo la melina fatta nelle ultime settimane, però, nulla sui Ligresti sembra scontato.
Per il resto, nelle 13 pagine delle motivazioni Consob viene spiegato tra l'altro che l'esenzione all'Opa «da salvataggio» c'è quando «i fondi investiti dall'azionista che acquisisce il controllo sono volti ad incrementare il patrimonio della società e non quello dei singoli soci» in uscita, e se «si garantisce piena parità di trattamento tra tutti i soci». La rinuncia all'azione di responsabilità e la manleva a favore di amministratori e sindaci del gruppo negli ultimi cinque anni sono però un vantaggio dei Ligresti: «L'esenzione dall'obbligo di Opa non è applicabile», in una situazione di crisi, afferma la Commissione, «ogni qual volta vi siano benefici di natura economica concessi dal nuovo soggetto controllante ai vecchi azionisti di controllo, ulteriori rispetto a quelli derivanti dal semplice salvataggio della società in crisi». ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
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