I regolatori: «Basilea III aiuterà la ripresa economica»
La principale obiezione avanzata dalle lobbies bancarie nei confronti del Comitato di Basilea è che l'imposizione di cuscinetti di capitale aggiuntivi alle grandi banche possa ostacolare la ripresa dell'economia globale. Ma una relazione diffusa dai regolatori smentisce tali voci: affermando che, al contrario, Basilea III possa contribuire alla crescita.
Il nuovo sistema studiato dai regolatori prevede che tutti gli istituti di credito, indipendentemente dalle proprie dimensioni, detengano un volume di capitale “sicuro” (del tipo Common Equity Tier 1) pari al 7% dei loro asset: e impone un 2,5% addizionale per gli istituti “di importanza sistemica”. Il risultato è che, considerando solo l'Unione Europea, le banche dovranno rastrellare un volume di capitale addizionale pari a 423 miliardi di euro entro il 2019.
Le lobbies bancarie da subito non hanno perso l'occasione per far sentire la propria voce in merito. A detta loro, la necessità di rivedere in modo così radicale i propri ratio di capitalizzazione le obbligherà a intervenire sui costi per i clienti e a imporre una stretta al credito; cosa che ostacolerebbe pesantemente la ripresa economica. Sono state paventate anche conseguenze sui livelli occupazionali: uno studio dell'Institute of International Finance, diffuso a settembre, parla addirittura di 7,5 milioni di posti di lavoro a rischio su scala globale.
Ma il Comitato di Basilea e il Financial Stability Board, con questa nuova relazione, smentiscono. L'impatto di Basilea sull'output economico globale sarebbe minimo (non oltre lo 0,34%) e limitato a un periodo di transizione. Sul lungo termine, invece, la maggiore stabilità a livello finanziario potrebbe essere di sprone alla crescita, contribuendo all'output economico fino a un massimo del +2,5%. ( Fonte: www.valori.it)