GB, sempre più difficile lavorare nella City
Cattive notizie per il mercato del lavoro della City londinese. Le compagnie finanziarie quotate alla Borsa inglese hanno diminuito ulteriormente la richiesta di figure professionali. I posti di lavoro “vacanti” sono infatti scesi del 19% nello scorso mese di settembre, toccando la quota complessiva di 3.843, rispetto ai 4.725 dello stesso periodo del 2010.
Il nuovo allarme occupazionale è stato lanciato ieri dall’istituto di ricerca Morgan McKinley, che in un comunicato ha sottolineato come a pesare siano stati soprattutto la recrudescenza della crisi economica del Regno Unito e l’aggravarsi della situazione globale. «Il calo del numero di professionisti richiesti dalle aziende britanniche evidenzia come la fiducia nel sistema finanziario rimanga ancora scarsa. Si tratta di una dinamica che stiamo riscontrando anche nel continente asiatico e nella regione mediorientale», ha osservato Andrew Evans, dirigente dell’istituto, esponendo i risultati della ricerca all’agenzia Bloomberg.
La piazza finanziaria londinese sconta soprattutto le difficoltà dell’economia reale: il Fondo monetario internazionale ha tagliato le previsioni di crescita per il 2011 ed il 2012, indicando il mese scorso un’espansione del Pil pari all‘1,1% e all‘1,6% (contro le precedenti stime che parlavano di 1,5% e 2,3%). Il che ha comportato una contrazione dei business complessivi, provocando conseguentemente un calo anche nel numero di aziende che dichiarano di ricercare nuovo personale (-21% in un anno).
L’analisi si concentra poi sui salari, che risultano cresciuti del 6% rispetto al mese di agosto, raggiungendo la media di 55.607 sterline. ( Fonte: www.valori.it)