" I record negativi dell'Italia: tasse e sprechi " di Egidio Todeschini *
Dopo le sconfitte subite dal centrodestra nelle Amministrative e sui referendum, l'opposizione puntava sul raduno leghista a Pontida, sperando che Bossi proclamasse la rottura dell'alleanza con Berlusconi. Il che avrebbe comportato la crisi governativa da affrontare o con un Esecutivo di transizione onde modificare la legge elettorale, o con elezioni anticipate.
Il Senatùr, invece, ha rinviato al 2013, cioè a fine Legislatura, la decisione in merito, prendendo le distanze dal centrosinistra ma facendo, al Premier e al Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ben 12 richieste, tra le quali la convalida del Federalismo fiscale, la riduzione delle tasse e delle missioni militari all'estero, nonché il trasferimento di alcuni Ministeri al Nord. Una specie di ultimatum, sia pure diluito nel tempo: prima della pausa estiva, tasse ridotte e fuoriuscita dalla guerra in Libia. Poi, nell'anno in corso, approvazione definitiva del "Codice delle autonomie" (necessario per il federalismo) e riduzione delle bollette energetiche. Da attuare entro il 2013, invece, la modifica della Costituzione, con diminuzione dei Parlamentari ed istituzione del Senato federale.
Su alcune di queste proposte, per esempio riduzione dell'onere fiscale e dei Parlamentari, si può essere d'accordo. È incontestabile che 630 deputati e 315 senatori (uno ogni 60mila abitanti) siano troppi e più numerosi che negli altri Paesi Occidentali, benché da anni si auspica di ridurne drasticamente il numero. Tra l'altro ben pagati! Ogni deputato incassa 15.157,72 al mese; un po' meno il senatore (13.011 ), mentre un ministro arriva a 17.079 .
Al che vanno aggiunti la diaria di 4.003 mensili, corrisposta a titolo di rimborso spese sanitarie e di soggiorno a Roma; l'assegno di fine mandato, se è rimasto in carica meno dei 5 anni previsti; la gratuità di molti servizi, quali percorsi aerei, autostradali, ferroviari e di metropolitana. Senza contare che possono non solo cumulare più ruoli, quindi più stipendi, ma anche più pensioni (a volte anche tre!), dopo solo 5 anni di lavoro.
Vantaggi che inutilmente Tremonti ha cercato di ridurre, allineando almeno i compensi parlamentari alla media europea, senza peraltro riuscirci. Remunerazioni altissime che incidono sugli altri costi della politica nazionale, tra i quali, solo per citarne qualcuno, i 54 milioni e mezzo di affitti; il miliardo e 83 milioni per spese correnti per la Camera; i 594 per quelle del Senato, senza contare "auto blu", relativi autisti e i "voli di Stato". Cifre a carico dei cittadini, alle quali si aggiungono i rimborsi elettorali (cresciuti in 10 anni del 1110%!), malgrado il popolo avesse deciso, tramite referendum, di abolirli.
Altrettanto innegabile che il carico tributario, pari a 54 miliardi di euro d'imposte, sia notevolmente pesante e superiore alla media europea. Un onere fiscale che non risparmia né le famiglie né gli imprenditori. A stare a quanto afferma il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, "le imprese devono dedicare agli adempimenti di burocrazia fiscale 285 ore l'anno, equivalenti a circa 36 giorni lavorativi, il 43% in più rispetto alla media Ocse". Una pressione fiscale, diretta ed indiretta, che conta una decina di voci, tra le quali l'IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche), l'IRES (imposta sul reddito delle società), l'IRAP (imposta regionale sulle attività produttive), l'IVA (imposta sul Valore Aggiunto) e l'I.C.I. (imposta Comunale sugli Immobili). Che inevitabilmente comporta un aumento dei prezzi e dei costi di servizio. E che continua a salire, con conseguente e notevole evasione, mentre nei Paesi Ocse si è attestata al 33,7%. Ovvio, quindi, chiedere di ridurla, come fanno i leghisti, benché lo Stato italiano abbia un debito pubblico elevatissimo, anche a causa di sperperi e spese inutili, come quella di risarcire chi è stato ingiustamente detenuto in galera, nonostante il voto referendario imponesse ciò al Magistrato. Debito che l'Unione Europea ci impone di sanare.
Richiesta legittima, quindi, ma da farsi con maggior coerenza! Che sembra mancare a chi impreca contro "Roma ladrona", salvo poi pretendere il trasferimento al Nord di almeno 4 Ministeri; o rifiutare l'eliminazione delle ormai inutili Province e rinviare di due anni la riduzione dei Parlamentari. Senza, però, esigere un notevole ribasso degli onorari di cui Lor Signori godono. Spostare i Ministeri non è solo, come rileva il Vescovo Bregantini, presidente della Commissione per i problemi sociali, il lavoro, la giustizia e la pace, "un gesto di grandissimo disprezzo del Sud". Rappresenta soprattutto un ulteriore aumento delle già altissime spese della politica nazionale.
Stante la necessità del pareggio di bilancio entro il 2014 per attuare il quale occorrono circa 40 miliardi, la recente promessa di un taglio delle tasse rende indispensabile ridurre gli sprechi (consulenze superpagate e, fra l'altro, spesso inutili,) ed i costi della politica, compresi quelli degli europarlamentari, i nostri essendo pagati ben più generosamente degli altri. Obiettivo che probabilmente non si raggiungerà, grazie ad un "no" delle due Camere che, in uno Stato parlamentare come il nostro, è considerato "democratico". Qualcuno dice che ciò, comunque, non basterebbe a risanare conti e colmare buchi.
Può darsi. Credo però che equivarrebbe almeno a dare un buon esempio. Sicuramente più utile di quel clima, fatto di continue critiche, di opposizioni inutili, di eccessi nelle violenze, fisiche e verbali, e di perenni contestazioni, del quale siamo quotidianamente testimoni. E che dà l'idea di un'Italia cattiva e corrotta, oltre che incapace di governarsi al meglio.( Fonte: www.americaoggi.info)
*Sacerdote missionario e giornalista