I CONSUMATORI CERCANO IL CONTATTO CON CHI PRODUCE

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Dietro front, si torna alle origini, chissà magari all'economia del baratto o all'economia curtense. In realtà quest'ultima è la madre di quel chilometro zero, così famoso in Italia, dove pochi sanno che è stato palesemente copiato dal zero miles in voga da decenni negli Stati Uniti.
 

 

Come si spiega questo fenomeno, improvviso e inconsueto, nella società di internet e della velocità?. Le ragioni sono diverse e probabilmente anche controverse e discutibili, ma in primis è da individuare la globalizzazione, che ha provocato un omologazione del gusto a cominciare dai vini rotondi e dolciastri, ai cibi sempre meno piccanti, ai piatti destrutturati. Chi lo ha compreso di essere indirizzato verso questi gusti "manipolati" e ai sapori pilotati cerca di sfuggire a questa rete con la ricerca dell'unico, dell'originale, insomma di prodotti di nicchia dei quali si può risalire alla materia prima, al processo di produzione, al produttore. Insomma una ricostruzione della filiera, di cui si è sentito la necessità dopo scandali alimentari che hanno colpito il consumatore: aviaria, mucca pazza…

 

 

Sempre più si è sviluppata la ricerca del diverso, della scoperta, come prodotto e come produttore. La corsa a chi per primo ha trovato un formaggio del passato o un salume prodotto in dieci esemplari. Il tam tam ha sostituito la pubblicità, il lusso è diventato l'unico e non il più caro.
Questo fenomeno ha portato anche al boom dei micro turismi, ovverosia all'eno e agroturismo con grande sviluppo di agri turismi (in Italia spesso e volentieri fasulli) e di rinascita di molte produzioni locali, un tempo abbandonate.
 

Si è sviluppato nel consumatore il desiderio di un contatto con la produzione, con il casaro, con il produttore di salumi, con il panettiere, con il pasticciere per cercare forme di sicurezza in ciò che acquista, dopo aver perso la fiducia a seguito appunto degli scandali alimentari e delle frodi, ormai cronaca quotidiana.

Insomma un ritorno all'indietro quando il rapporto fra consumatore e produttore era molto stretto in specialmodo nei territori senza grandi centri.

E questo atteggiamento forse spiega un'altra motivazione. In tempi di crisi emerge sempre più la "nostalgia" del passato ( si stava meglio quando si stava peggio), le generazioni più anziane volgono il pensiero agli anni che sono andati… molti, nati in provincia, sono attratti dai luoghi dell'infanzia e dell'adolescenza, mentre i più giovani, senza radici, influenzati dai racconti corrono nei luoghi dei genitori o dei nonni.

Collegati ai luoghi ci sono i piatti, le ricette, i prodotti che magari non si trovano né in ristoranti di città né nei supermercati, così in molti questo fascino gastronomico mette voglia di salire in auto per assaggiare quei gusti, quei sapori, certamente diversi dal tempo che fu, ma intrisi di poesia del passato, diventano molto amati. ( Fonte: www.ilcaffe.ch)

Autore: Davide Paolini

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