" Grecia, l'accordo sui tagli non basta all'Ue " di Chiara De Felice

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://ts2.mm.bing.net/images/thumbnail.aspx?q=1533013134337&id=02f3c64533ae5094d06de114aa9a6fccLa Grecia raggiunge un accordo sulla nuova austerità ma l'Europa non ci crede e rimanda la decisione sui nuovi aiuti: arriva male e tardi la notizia dell'intesa fatta ad Atene tra governo e partiti sulle riforme chieste dalla troika Ue-Bce-Fmi, troppo a ridosso dell'Eurogruppo che dovrebbe dare nuovo ossigeno ad Atene, e che invece decide di rimandare. «Non credo ci sarà una decisione finale sulla Grecia oggi (ieri per chi legge – ndr), abbiamo molti elementi di cui discutere», ha detto il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, convinto che «non è un disastro» se la riunione non produrrà risultati. L'accordo «è un buon inizio, ma resta ancora molto da fare», ribadisce anche il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde.
Per il ministro dell'Economia tedesco, Wolfgang Shaeuble, l'Eurozona «non è ancora pronta a sbloccare gli aiuti», ma la riunione di ieri è stata «l'occasione per chiarire alla Grecia quali sono le condizioni per ottenerli».
La verità è che la pazienza dell'Eurozona si è quasi esaurita, e nessuno ha più intenzione di muovere un passo se la Grecia non ne fa prima due: «C'è un accordo di partenza, ma ora tocca ai greci convincere i partner dell'Eurozona sulla credibilità delle sue riforme», ha detto il commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn. Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel incalza il governo a «realizzare le riforme», ed esclude scenari di un'uscita del Paese dall'euro.
E invece è proprio il default l'ipotesi che Atene non riesce ancora a scongiurare, nonostante l'accordo dell'ultimo minuto raggiunto ieri, i cui contenuti non sono ancora stati diffusi del tutto. La speranza del governo è di riuscire comunque a convincere i partner: «Dopo lunghi negoziati abbiamo l'accordo per un programma forte di riforme e un accordo con i creditori privati. Ora ci serve il sostegno politico dell'Eurogruppo per compiere il passo finale», ha detto il ministro dell'Economia greco Evangelos Venizelos, che con i suoi omologhi si farà forte del piano di tagli da 3,3 miliardi di euro per il 2012, sperando di ottenere i 130 miliardi di euro di nuovi aiuti. Ma l'Eurogruppo non si farà impressionare dalle promesse: «La Grecia deve applicare quello che non ha applicato finora prima di poter avere i nuovi aiuti», ha detto Schaeuble.
Intanto in Grecia, dopo i primi dettagli sulla nuova austerità, i sindacati hanno proclamato 48 ore di sciopero e il viceministro del Lavoro, il socialista Yannis Koutsoukos, si è dimesso per non dover annunciare il nuovo pacchetto «doloroso per i lavoratori». Tra le misure già annunciate, 15.000 tagli nel settore pubblico nel 2012 (150.000 sul periodo 2011-2015), tagli del 22% ai salari minimi (diventerà 586 euro per 14 mensilità e potrebbe essere ancora più basso per i giovani), privatizzazioni di sei società tra cui porti, aeroporti, autostrade. Salve le pensioni, su cui i partiti non hanno voluto cedere, ma i tagli previsti andranno a colpire altrove la spesa pubblica.
Intanto, l'Eurogruppo discute anche dell'ipotesi di un aiuto da parte della Bce, che potrebbe partecipare al taglio del debito greco rinunciando agli interessi sui titoli che possiede (50 miliardi). Per farlo senza violare i Trattati, che le impediscono di finanziare gli stati, potrebbe scambiare i suoi titoli greci con bond del fondo salva-Stati Efsf. L'operazione frutterebbe 12 miliardi di euro, che potrebbero andare ad alleggerire il debito greco. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
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