Gli Usa non seguono la Bce. Tassi fermi ancora a lungo
La Federal Reserve (Fed) statunitense non intende rispondere al rialzo dei tassi di interesse realizzato dalla Banca centrale europea (Bce) implementando una misura analoga. Almeno per il momento. Lo ha dichiarato la vice presidente della stessa banca centrale Usa, Janet Yellen. Secondo la Yellen, riferisce il Wall Street Journal, il mantenimento del costo del denaro su un livello prossimo allo zero rappresenta per gli Usa «una politica monetaria appropriata». Un’affermazione che nega implicitamente i rischi di breve e medio periodo sull’inflazione. La scorsa settimana l’istituto centrale europeo aveva innalzato dopo due anni il tasso di riferimento aprendo presumibilmente la strada a una svolta che dovrebbe produrre almeno un paio di successive correzioni al rialzo nell’ordine, ogni volta, di un quarto di punto. Una risposta alla crescita dell’inflazione, fenomeno su cui pesa, a livello globale, l’aumento, di origine speculativa, del prezzo delle materie prime alimentari ed energetiche.
La strategia non sembra al momento interessare gli Stati Uniti. Secondo William Dudley, presidente della Federal Reserve Bank of New York, sarebbe al contrario importante «non reagire eccessivamente alla crescita dell’inflazione dal momento che l’incremento nei prezzi delle commodities sembra essere con ogni probabilità temporaneo e non permanente». La maggior parte degli operatori, segnala ancora il quotidiano Usa, si aspetta che il governo non aumenterà il costo del denaro prima dell’inizio del prossimo anno. I traders dei mercati futures attribuiscono a un incremento di un quarto di punto dei tassi nel febbraio 2012 una probabilità del 76%.
( Fonte: www.valori.it)