Giappone, debito pubblico al 245% - di Andrea Angelini
Il nostro Paese ha un debito pubblico al 127% ed oltre rispetto al Prodotto interno lordo e abbiamo i sudori freddi al solo pensare che possa salire ancora e che gli investitori italiani e stranieri non ci presteranno più i soldi per andare avanti. Cosa dovrebbero dire allora i giapponesi che hanno un debito pubblico del 245% e che continua a crescere? Finora la situazione è rimasta sotto controllo perché la maggior parte dei titoli di Stato è in mano a cittadini giapponesi ma non può durare in eterno.
Il nuovo governatore della Banca centrale, Haruhito Kuroda, ha lanciato l'allarme. L’enorme debito non è più sostenibile, ha spioegato, ed un eventuale calo della fiducia nella solvibilità delle finanze pubbliche giapponesi avrebbe un impatto molto negativo sull'intera economia. Una situazione che mal si concilia con il tipo di politica economica che il governo liberal-democratico di Shinzo Abe vorrebbe varare attraverso iniezioni di liquidità nel sistema che contribuiscano a interrompere la deflazione in corso e innescare una ripresa. Ad aiutare l’attuale basso livello di inflazione è anche il rendimento dei titoli ventennali che, incredibilmente, se paragonati a quelli europei, hanno un rendimento bassissimo, pari al’1,40%.
Abe, da parte sua, si preoccupa del fatto che il meccanismo di sostegno all’economia che viene dall’interno possa interrompersi e che i giapponesi non comprino più titoli di Stato. In alternativa ci sarebbero investitori stranieri che però sono condizionati nelle loro scelte da questioni come lo spread con i Bund tedeschi o i giudizi fasulli delle agenzie di rating.
Fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=20022