GIANCARLO MARCOTTI: FTSE MIB ANCORA SOTTO DI NUOVO SOTTO QUOTA 20.000. COMMENTO DI CHIUSURA 23/ 11/ 2010
Era dallo scorso 31 agosto che il nostro indice principale non terminava le contrattazioni sotto la soglia dei 20.000 punti, nelle due sedute di questo inizio di settimana sono stati persi 822 punti. Le Borse sembrano in caduta libera e potrebbe dilagare il panico tra gli investitori, ad acuire le tensioni internazionali anche il gravissimo attacco della Nord Corea .
E' chiaro che in una situazione simile fare previsioni è perlomeno azzardato, inviti alla prudenza arrivano da ogni dove, e vanno senz'altro tenuti in considerazione, anche se...
Anche se un eventuale rasserenamento della situazione porterebbe a rimbalzi “corposi” soprattutto sul comparto bancario.
E' forse lapalissiano sottolineare come, più della situazione irlandese si debba temere il “contagio” ad altre nazioni ben più “pesanti” dal punto di vista economico, in quest'ottica è chiaro il riferimento alla Spagna (l'indice Ibex ha perso nella giornata odierna oltre il 3%).
Sta quindi venendo alla luce un fatto che già alcuni mesi fa sottolineavo proprio in questa rubrica, l'enorme eterogeneità dei Paesi componenti la moneta unica, anzi qualcosa di più.
I lettori più attenti, infatti, ricorderanno come ebbi l'ardire di proporre “l'uscita della Germania dall'euro”, ebbene sì, occorre assolutamente ribaltare la posizione, non devono essere i Paesi periferici ad uscire dalla moneta unica, soltanto la Germania è un Paese “non periferico”.
Quindi dovrebbe essere Berlino a tornare al marco, mentre tutti gli altri resterebbero in un euro che, in quel caso, verrebbe ampiamente svalutato con evidenti benefici per le economie degli Stati dell'eurozona.
So perfettamente che sarebbe tutt'altro che semplice, non prendetemi per un sognatore, sarà pure un'utopia, ma è la soluzione più logica e risolutiva.
La nascita dell'euro, è costata qualcosa alla Germania, ma poi ne è risultata anche la maggior beneficiaria, chiariamo subito che questo è avvenuto per demerito degli altri, i tedeschi non ne hanno colpa, ma la sostanza resta, se non si vuole veder sprofondare tutta l'Europa non teutonica le azioni da intraprendere devono essere drastiche.
Tornando ora al nostro “borsino”, cioè a Piazza Affari, mi sembra scontato pensare che arriveranno ora riscatti ai fondi da parte degli investitori spaventati dalla situazione, per cui potremmo anche assistere a vendite “prudenziali”, ma occorre andare oltre il contingente e guardare più in là, le economie asiatiche continuano il trend positivo ed anche gli Stati Uniti stanno dando segnali di tenuta.
Oltreoceano, infatti, il rallentamento economico sembra affievolirsi, una crescita intorno al 2,5%, non sarà straordinaria, ma è già qualcosa, quindi non serve fasciarsi la testa.
Nervi saldi e prudenza, lo stiamo ripetendo da alcune settimane.
Autore: Giancarlo Marcotti
Pubblicità