GIANCARLO MARCOTTI: BORSE IN RIBASSO. COMMENTO DI CHIUSURA 28/ 01/ 2011
Ore 14:30 tutti incollati al video per vedere un numero, il livello di riferimento è 3,7%. Se si supera partono i “Buy”, se è inferiore … partono i “Sell”.
3,2% …
Si comincia a vendere e fanno in fumo tutti i rialzi della prima parte di seduta, resta solo da vedere come reagirà all’apertura Wall Street … male! Anche gli indici americani virano immediatamente in negativo, a questo punto sul mercato scompaiono i buyers e si riversano sui book solo ordini di vendita.
Il successivo indice sulla fiducia dei consumatori del Michigan, pur risultando superiore alle attese non poteva risollevare il sentiment, ormai chiaramente orientato al ribasso.
Anche per Piazza Affari il bilancio settimanale risulta, anche se solo frazionalmente, negativo, peccato, i nostri titoli bancari stavano mettendo a segno l’ennesimo rialzo prima che Wall Street non facesse invertire loro la rotta.
Al termine della seduta hanno mantenuto la freccia verde, anche se riducendo di molto i guadagni, il Banco Popolare (+1,8%), in attesa che venga confermata la partecipazione delle Fondazioni all’aumento di capitale, e la Popolare Milano (+0,5%) che in intraday aveva anche sfiorato quota 3,15 euro.
Il miglior titolo della seduta è risultato Tod’s (+1,9%), segnaliamo inoltre Autogrill (+0,9%) che conferma la propria forza relativa.
Giornataccia ancora per la galassia Agnelli, Fiat (-4,5%), Fiat Industrial (-2,4%) e Exor (-1,0%), il mercato non ha tenuto quindi in nessuna considerazione la pioggia di rating positivi arrivata in giornata: tre upgrades per Fiat Industrial da parte di Credit Suisse, Deutsche Bank e Bernstein e due per Fiat da Morgan Stanley e Unicredit.
Ancora forti vendite anche su Pirelli (-3,0%) sceso sulla soglia dei 5,6 euro e “solito” ribasso per Fonsai (-2,8%).
Telecom (-2,4%) è rimasta debole per tutta la seduta dopo un severissimo giudizio di JP Morgan che rivede al ribasso le stime degli utili per l’ex monopolista. Drastico il “Sell”, ma il titolo incredibilmente migliora le proprie quotazioni quando tutti gli altri affondano.
Il petrolio ha guadagnato nelle ultime ore 2 dollari al barile, passando a 87,6 $, ma Eni (-2,0%) non riceve alcun beneficio dalla notizia.
Così come Diasorin (-1,2%), Atlantia (-0,7%) e Stmicroelectronics (-0,8%) non beneficiano dei report positivi arrivati rispettivamente da Ubs, Equita Sim e Axia.
L’indiscrezione che Moody’s sarebbe pronta a rivedere al ribasso l’outlook per gli Usa, da stabile a negativo potrebbe condizionare i mercati finanziari la prossima settimana, sarà bene rimanere prudenti.
Wall Street in profondo rosso. Il Pil Usa delude, Moody’s pronta a rivedere l’outlook?
Tra i trenta titoli che compongono l’indice Dow Jones (-1,4%) i difensivi Procter & Gamble, Du Pont e Kraft hanno chiuso sulla parità, per il resto solo segni rossi.
Sul fondo della classifica odierna troviamo Microsoft (-3,9%) la cui divisione che cura le vendite di Window 7 ha registrato un calo del fatturato del 30% rispetto allo scorso anno.
Forte anche il ribasso di Home Depot (-3,4%) e Cisco Systems (-2,4%).
Non è andata meglio allo S&P500 (-1,8%). Tra i titoli a maggior capitalizzazione si è salvato Baker Hughes (+0,9%) che continua il momento positivo, oggi ha superato anche quota 67 dollari. L’impennata del petrolio, balzato in poche ore oltre quota 89 dollari il barile, ha aiutato anche Conocophillips (+1,7%).
La notizia del giorno, però, è il tracollo di Ford (-13,4%) subissata dalle vendite dopo aver comunicato che l’utile netto, nel quarto trimestre, è sceso del 79%.
Pesantissimo anche il ribasso di Amazon (-7,2%) che ha annunciato vendite inferiori alle attese del mercato, ma soprattutto ha indicato un profitto operativo, per il trimestre in corso, compreso tra i 260 e i 385 milioni di dollari, ben distante quindi dai 474 milioni che si attendevano gli analisti.
Lascia sul terreno oltre 4 punti percentuali anche il gigante della logistica FedEx.
Ed arriviamo al Nasdaq (-2,5%), tra i cento titoli a maggior capitalizzazione dell’indice tecnologico, si sono salvati in due: Netflix (+3,4%) che ha avuto il coraggio di salire ancora dopo l’exploit di ieri, non si sono fermati gli acquisti sul titolo nemmeno in una seduta come questa, e Verisign (+2,6%) che, come noto, è stata acquisita nei giorni scorsi da Symantec.
Guardando il fondo della classifica troviamo Sandisk (-8,8%) il cui tentativo di recupero viene così frustrato e le quotazioni sono crollate a 46,8 dollari.
Registriamo ancora un forte ribasso per il biotecnologico Celgene (-6,7%) il cui ribasso da inizio anno sfiora i 14 punti percentuali. Nuovo ribasso anche per Ctrip (-5,9%), la società che organizza viaggi in Cina continua un trend ribassista iniziato nello scorso ottobre.
Ad aumentare la confusione che ha regnato oggi sui mercati internazionali anche il comportamento del dollaro che ha guadagnato quasi un punto percentuale rispetto all’euro, mentre lo ha perso nei confronti dello yen.
Per il Paese del Sol Levante, quindi, il declassamento di ieri non ha avuto effetto alcuno sulla enorme sopravvalutazione della propria moneta, difficile trovare una logica.
A questo punto la situazione potrebbe farsi delicata, sono in molti gli analisti che ritengono imminente uno storno dei mercati azionari, molto dipenderà dai prossimi dati macro, ma indubbiamente dopo una seduta come questa il sentiment è peggiorato.
Giancarlo Marcotti
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