GIANCARLO MARCOTTI: BORSE EUROPEE CONTRASTATE, PIAZZA AFFARI IN RIALZO GRAZIE AI MAGGIORI BANCARI. COMMENTO DI CHIUSURA 02/ 02/ 2011
Una seduta decisamente anomala per la nostra Borsa, nonostante il listino principale abbia fatto segnale un rialzo, infatti, la maggior parte dei titoli ha terminato le contrattazioni in calo.
Segno inequivocabile che i guadagni sono arrivati da titoli che hanno un maggior peso nella composizione dell’indice.
In una giornata abbastanza avara di dati macro l’attenzione era posta sulla variazione dell’occupazione non agricola (ADP) negli Usa, in pratica una stima sulla creazione di posti di lavoro nel settore privato. Il dato, per il mese di gennaio, è risultato positivo, sono stati infatti 187.000 i nuovi impieghi, molto più dei 150.000 attesi dal mercato. Bene! Sì, ma non è bastato.
In questi casi spesso si dice che la buona notizia era già incorporata nei prezzi, visti i rialzi fatti registrare ieri un po’ in tutto il mondo, quindi molti investitori sono passati ad incassare i guadagni.
Si spiega forse in questo modo il “rosso” di alcuni settori come quello dell’edilizia (-1,0%) o dell’auto (-1,0%), ed anche il sotto indice dell’energia (-0,1%) ha fatto segnare un ribasso nonostante il prezzo del petrolio sia salito di nuovo sopra quota 91 dollari dopo il dato sulle scorte americane aumentate di 2,6 milioni di barili.
Sono state le nostre due “big” Banche a far salire il Ftse Mib (+0,6%), in particolare Unicredit (+3,0%) dopo che Goldman Sachs l’ha inserita nella propria “Selected List”. Il mercato reagisce sempre prontamente ai giudizi in arrivo da Goldman che ha anche portato il target price a 2,4 euro.
Molto bene anche Intesa (+2,6%) il cui recupero, dallo scorso 11 gennaio è stato davvero impressionante, neppure i timori “egiziani” (sembra che Intesa sia il gruppo bancario italiano maggiormente esposto sul Paese arabo) hanno frenato gli acquisti, le quotazioni hanno così superato con decisione la barriera dei 2,5 euro.
Ma il titolo in vetta alla classifica odierna delle performances è stato il Banco Popolare (+4,6%) il cui aumento di capitale, ad un paio di giorni dalla chiusura della contrattazione dei diritti, si può senz’altro affermare sia risultato un indiscutibile successo.
Salutiamo anche con una standing ovation il nuovo massimo storico per Diasorin (+2,5%) che supera di slancio anche quota 35 euro incontrando sempre più il favore degli investitori.
Bene ancora Generali (+0,8%) promossa da Mediobanca (che dovrebbe essere ben informata sul Leone di Trieste).
Mentre, tra gli analisti, regna la confusione sovrana per quanto riguarda Telecom (+0,8%), promossa a “Buy” da Royal Bank of Scotland con tp 1,4 euro e bocciata senza appello a “Sell” da Cheuvreux con tp 0,85 euro. Il mondo della finanza è bello proprio perché l’uniformità è un optional.
In rosso la galassia Agnelli, Fiat Industrial (-0,5%) limita le perdite, non così Fiat spa (-1,9%) nonostante l’Overweight di Barclays, ed ancor più pesante il ribasso per Exor (-2,6%).
Prese di beneficio su Parmalat (-2,2%) in una giornata senza notizie particolari, su Ansaldo (-2,0%) e la controllante Finmeccanica (-1,9%).
Dopo i fuochi d’artificio del giorno precedente una seduta che potremmo definire tranquilla se non interlocutoria, in attesa degli importanti dati macro statunitensi in arrivo domani e venerdì.
Wall Street si ferma a riflettere. DJ e Nasdaq piatti, S&P in leggero calo
Seduta incolore per Wall Street che termina le contrattazioni con variazioni molto contenute, soltanto qualche trimestrale ha animato un mercato che al momento sembra attendista.
Lo sguardo è rivolto a Il Cairo, gli sviluppi della crisi egiziana potrebbero non essere proprio scontati visto che si stanno organizzando anche i sostenitori di Mubarak.
Il dato macro più importante è stato reso noto prima dell’apertura delle contrattazioni, lo scorso mese si stima siano stati creati 187.000 posti di lavoro nei settori non agricoli, 37.000 in più delle attese, un dato incoraggiante in attesa delle richieste di sussidi alla disoccupazione che conosceremo domani, le previsioni sono per una lieve riduzione.
Sempre alle 14:30 domani sarà interessante conoscere il dato sulla produttività, altro market mover da tenere in grande considerazione. Nella serata italiana parlerà poi Ben Bernanke, ovviamente occorrerà ascoltarlo con attenzione.
L’indice Dow Jones (+0,0%) ritocca di 1,8 punti il suo massimo toccato ieri, i maggiori rialzi sono stati fatti segnare da Walt Disney (+1,5%), Boeing (+1,0%) e Caterpillar (+1,1%).
Molto contenuti anche i ribassi con Home Depot (-1,2%), Wal Mart (-0,8%) e JP Morgan (-1,1%).
Sullo S&P500 (-0,3%) catalizza l’attenzione degli investitori Time Warner (+8,6%), il gigante dei media ha presentato una trimestrale convincente, aiutato dal successo dell’ultimo Harry Potter il fatturato è salito dell’8% e l’EPS “adjusted” è arrivato a 0,67 dollari (precedente 0,55 $). Ad accendere le polveri, però, altre due notizie, l’aumento dell’11% del dividendo e l’innalzamento del piano di buy-back da 1 a 5 miliardi di dollari.
Altri rialzi di una certa consistenza per News Corp (+2,6%), il biotecnologico Gilead Sciences (+2,5%) e Halliburton (+2,4%) per il quale il bilancio di questa prima parte del 2011 è decisamente positivo (+14,4%).
In calo ancora Ford (-3,1%) per i postumi della trimestrale.
Anche sul listino tecnologico Nasdaq (+0,0%) c’è stato un protagonista assoluto, ci riferiamo ad Electronic Arts (+15,8%) il leader dei videogiochi ha alzato le stime per il 2011 annunciando un piano di buy-back da 600 milioni di dollari.
A seguire troviamo First Solar (+5,3%) che sfonda anche quota 160 dollari tornado sui massimi da luglio 2009.
Ad incantare, però, in questo primo mese dell’anno in corso è sempre Nvidia (+4,50%) per il colosso delle schede video nei trentatre giorni trascorsi in questo 2011 la performance è siderale … + 68,0%!!! Incredibile!!!
Sul fondo della classifica Broadcom (-5,6%) dopo l’annunciato calo del margine lordo nel quarto trimestre, dovuto, parzialmente, ad un aumento del 19% nei costi di ricerca e sviluppo, ma principalmente per il raddoppio dei costi amministrativi, queste sono notizie che il mercato non apprezza.
Seduta da dimenticare anche per C.H. Robinson (-5,7%) che dopo un 2010 da incorniciare ha cominciato il nuovo anno nel peggiore dei modi (-8,0%).
Senza dubbio la seduta di domani sarà molto più movimentata.
Giancarlo Marcotti
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