Generali, solo una nuova acquisizione spingerebbe all'aumento di capitale

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/generali.jpgGenerali potrà pagare la quota di Ppf nell'Est Europa con le proprie forze, ricorrendo al più a nuove dismissioni, e solo una grande acquisizione la spingerebbe a un aumento di capitale. Tanto più che il Leone non esclude di coinvolgere soci finanziari nell'operazione con il partner ceco. Presentando i conti del 2011, poi, i vertici del Leone hanno indicato un target dell'utile operativo tra i 3,9 e i 4,5 miliardi quest'anno, 5 miliardi nel medio periodo.
Sul mercato però pesa il calo dei risultati annunciato l'altro ieri, con un utile dimezzato a 856 milioni e un dividendo in calo da 0,45 a 0,20 euro, e il titolo in Borsa reagisce con una perdita del 4,63% a 12,5 euro.
«La nostra politica è di far affidamento sui fondi generati internamente e su possibili cessioni per far fronte ai nostri bisogni – ha spiegato il group ceo Giovanni Perissinotto –. Questi includono il mantenimento dei requisiti sui ratio patrimoniali, la politica dei dividendi e futuri impegni nel capitale» incluso «il costo derivante dal potenziale esercizio nel 2014 di un'opzione put sulle proprie quote nella joint venture Ppf nell'Est Europa da parte del nostro partner ceco. Quest'opportunità soprattutto permetterà al gruppo di cogliere il pieno beneficio da un'attività altamente redditizia nell'Est Europa».
Quanto all'ipotesi di un aumento di capitale, «in generale, solo una grande espansione, con un grande bisogno di capitale, potrebbe eventualmente giustificare in futuro il fatto di chiedere un contributo dai nostri azionisti». L'impegno su Generali Ppf, che potrebbe scattare nel 2014, incuriosisce a tal punto gli analisti finanziari nel corso della presentazione dei conti che a un certo punto il direttore finanziario Raffaele Agrusti chiude con una battuta: «Vorrei chiarire che non è un debito di gioco. Abbiamo previsto un'acquisizione che porterà significativi contributi per il gruppo».
Circa l'acquisto del 49% di Ppf, spiega Perissinotto, «ci sono più opzioni che stiamo valutando a seconda della convenienza. Siamo richiesti da vari intermediari finanziari di prendere una partecipazione assieme a noi in questa società». Più in generale, per il gruppo la vera ripresa dovrebbe arrivare a partire dal 2013: «È dura essere ottimisti dopo un anno come quello che abbiamo avuto – ha spiegato Perissinotto –, ma voglio vedere il bicchiere mezzo pieno: spero che si sia raggiunto il fondo e ora la via sarà in risalita». «Stiamo già vedendo segni di ripresa nei primi mesi del 2012 e ci possiamo aspettare nel corso dell'anno, ma specialmente nel 2013 e nel 2014, un ritorno verso il nostro target range per il risultato operativo».(a.a.)
( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
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