GB, spunta una scappatoia al tetto sui bonus imposto a Lloyds e RBS
Lo scorso mese, l’epilogo dei negoziati tra le banche ed il governo del Regno Unito sono stati salutati come un’importante vittoria da parte dei legislatori inglesi che si sono battuti per nuove politiche in materia di bonus. Il governo aveva infatti annunciato che i dipendenti delle due banche nazionalizzate nel corso della crisi, Lloyds Banking Group e Royal Bank of Scotland, quest’anno non avrebbero potuto intascare premi se non per la cifra simbolica di duemila sterline. Ciò che però Downing Street avrebbe omesso di specificare è che solo tre mesi più tardi, ovvero nel prossimo giugno, gli stessi manager e trader potranno ricevere decine di miliardi di sterline, se non centinaia, sotto forma di azioni o di altri benefits. E, soprattutto, ha evitato di rendere noto che tali titoli potranno essere rivenduti anche immediatamente, e quindi essere convertiti, di fatto, in denaro contante.
A rivelarlo è il Wall Street Journal, che in tal modo lancia una pesante accusa nei confronti dell’amministrazione guidata da David Cameron: qualora le informazioni pubblicate dal quotidiano americano si rivelassero vere, infatti, il governo inglese si troverebbe costretto a giustificarsi di fronte ad un’opinione pubblica che da mesi preme per un duro giro di vite nei confronti della finanza. Quando infatti il Cancelliere dello Scacchiere George Osborne annunciò l’introduzione del limite ai bonus per Lloyds e RBS, lo fece sottolineando il fatto che la decisione era frutto della volontà di imporre una nuova filosofia, orientata ad un’ottica di lungo periodo e alla diminuzione dei pagamenti corrisposti in denaro cash. Più in generale, si specificò la volontà di scoraggiare i dipendenti bancari dall’assumersi rischi troppo elevati, pur di garantirsi i premi. Una serie di buoni propositi che crollerebbe, letteralmente, di fronte alla scoperta di una scappatoia fornita in modo così smaccato alle banche.
Da parte loro queste ultime hanno sempre spiegato di non poter abbassare troppo gli stipendi complessivi corrisposti ai propri lavoratori, pena il rischio di non riuscire a “trattenerli” all’interno delle aziende. La stessa UK Financial Investment, l’agenzia che gestisce le partecipazioni pubbliche nelle due banche, ha spiegato che è necessario «un equilibrio tra l’esigenza di dimostrare un cambiamento rispetto al passato e quella di mantenersi competitivi sul mercato». ( Fonte: www.valori.it)