GB, per Hester (RBS) « nessuno investirebbe nelle banche»

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201105/rbs-logo.jpgUn nuovo terremoto si abbatte su Royal Bank of Scotland. Tale istituto è nell'occhio del ciclone a partire dal 2008, quando il governo britannico ha dovuto sborsare 45 miliardi di sterline per evitargli un tracollo imminente. E ieri a scatenare un'altra ondata di polemiche ci ha pensato lo stesso Ceo del gruppo, Stephen Hester. Davanti al Treasury Select Committee – che indaga sulle cause della crisi finanziaria nel Regno Unito – il dirigente è stato infatti chiamato a rispondere alle numerose critiche che si riversano sul settore. Solo il giorno prima Robert Jenkins, membro del Financial Policy Committee della banca centrale, si era scagliato contro le banche che affermano di essere costrette a chiudere i rubinetti del credito per risanare i propri bilanci. Affermando che possono sempre tagliare i bonus o rastrellare capitale sui mercati. Ma Hester, oltre a confermare che non verranno incrementati i prestiti alle imprese, ha dato una risposta a dir poco eloquente: «Vorrei vedere chi avrebbe intenzione, in questo momento, di investire nelle banche britanniche. Gli investitori ritengono che non sia intelligente impiegare così i propri capitali». In seguito è tornato a scagliarsi contro la riforma Vickers, che prevede l'obbligo di isolare le attività d'affari dai depositi. E che, a detta sua, per RBS comporterebbe un costo compreso fra i 500 milioni e il miliardo di sterline, oltre a erodere dai profitti lordi 750 milioni di sterline all'anno. Le conseguenze non si sono fatte attendere. Le azioni della banca già erano ai minimi dal gennaio 2009, ed erano sotto pressione da tutto il giorno per via della crisi dell'eurozona. A seguito di tali dichiarazioni, hanno registrato un ulteriore tonfo fino a perdere il 6%. E gli effetti si ripercuotono sui contribuenti britannici: la quota della banca acquisita con i fondi pubblici, infatti, ha già perso una parte consistente del suo valore (dai 45 miliardi pagati all'epoca, ora ne vale circa 30). ( Fonte: www.valori.it)

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