GB, la FSA vuole più controlli sulle banche straniere

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201105/fsa-fined-mortgage.jpgLa Financial Services Authority potrebbe far pressione su alcuni istituti finanziari europei affinché riorganizzino le proprie operazioni in territorio britannico, facilitando il lavoro di controllo da parte delle autorità. È quanto rivelano al Wall Street Journal alcune fonti anonime.

 

Attualmente operano in Gran Bretagna 93 filiali di istituti di credito dell'Area economica europea (che comprende i 27 Paesi membri dell'Unione oltre a Islanda, Liechtenstein e Norvegia). La preoccupazione della FSA nasce dal fatto che queste filiali, di fatto, non sono sottoposte alla sua supervisione, dovendo rispondere alle authority dei loro Paesi d'origine. Ciò potrebbe favorire l'insediamento entro i confini inglesi di alcune operazioni potenzialmente rischiose. Per colmare questo gap, la FSA avrebbe richiesto ad alcuni istituti europei di trasformare le proprie filiali in consociate registrate in Gran Bretagna. Sul piano prettamente legale, l'authority non ha potere coercitivo: ma senza dubbio è in possesso dei mezzi sufficienti per fare pressione.

 

Si tratta comunque di una questione controversa. Secondo alcuni analisti, una simile politica andrebbe a contrastare i principi di apertura dei mercati (anche finanziari) all'interno dell'Unione europea. E gli altri governi sarebbero portati, dal canto loro, a meditare misure analoghe.

 

Ma non si può dire che i timori della FSA non siano supportati dall'esperienza: basti pensare al caso dell'islandese Landsbanki. Quando la sua filiale on-line britannica Icesave è stata dichiarata insolvente nell'ottobre 2008, circa 170 mila clienti avrebbero perso i loro soldi se il governo di Londra non fosse intervenuto, mettendo in campo i fondi pubblici. Da lì ha preso il via una controversia internazionale che è ancora lontana da una soluzione. Se Icesave non fosse stata una filiale ma una consociata britannica, avrebbe avuto sufficienti riserve di liquidità e capitale, e non avrebbe patito in modo così pesante le conseguenze del dissesto finanziario islandese. ( Fonte: www.valori.it)

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