GB, dalle banche allarme sulla ristrutturazione-Vickers
Una ristrutturazione radicale del settore bancario inglese potrebbe costare fino a 15 miliardi di sterline all’anno. L’avvertimento è arrivato alla commissione indipendente bancaria - guidata da Sir John Vickers, ed incaricata dal governo del Regno Unito di tracciare il futuro degli istituti di credito britannici - proprio a pochi giorni dalla presentazione del suo rapporto, atteso per il prossimo 11 aprile. La cifra è stata indicata dalla società di consulenza Oliver Wyman. Ed è già stata, come era ovvio attendersi, “sbandierata” dal sistema bancario come un vero e proprio “grido d’allarme”.
Ma fonti vicine alla stessa commissione hanno già fatto trapelare un giudizio fortemente negativo sulla stima: secondo quanto riportato dal Guardian la si sarebbe già etichettata come «non credibile». D’altra parte sono stati gli stessi istituti di credito a chiedere agli analisti di Wyman una previsione di spesa, il che pone evidentemente in discussione le conclusioni catastrofiche a cui si è giunti.
Vickers nel suo report dovrà indicare tutte le novità che il futuro riserverà per le banche inglesi, ogni cambiamento strutturale ed ogni nuova regolamentazione. Successivamente si attenderanno nuovi contributi, proposte ed idee, che per il prossimo mese di settembre sfoceranno nel rapporto finale che la commissione consegnerà al Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne. Ne discenderà anche il destino delle partecipazioni governative nel capitale di Royal Bank of Scotland e Lloyds Banking Group, che attualmente risultano congelate, proprio in attesa di conoscere i termini della maxi-ristrutturazione prospettata per gli istituti di credito del Regno Unito.
La UK Financial Investments - l’organismo che gestisce le quote pubbliche delle due banche - ha tuttavia spiegato nello scorso gennaio che qualora si optasse per la separazione delle attività retail e d’affari, ciò potrebbe causare un netto calo del valore delle azioni attualmente in mano allo Stato. ( Fonte: www.valori.it)