GB, bufera sulle banche: non aiutano le piccole imprese
In Gran Bretagna le piccole imprese sono uno dei possibili motori per la ripresa dalla crisi. Per questo gli istituti di credito sono stati chiamati a sostenerle. Ma le promesse sembrano ancora ben lontane dalla realtà, almeno stando ai dati di Bank of England, diffusi dal quotidiano Guardian.
Il totale dei prestiti concessi alle piccole imprese è costantemente in discesa dalla fine del 2009, con un -2% solo nello scorso febbraio. E 2 miliardi di sterline in meno, nel primo trimestre di quest'anno, da parte dei cinque principali colossi bancari. Come se non bastasse, le banche impongono condizioni sempre più onerose, cercando di deviare i clienti dai consueti fidi a formule molto più costose. In sintesi, si può dire che i rubinetti del credito siano stati riaperti per i cittadini e le grandi aziende, ma non certo per quelle di piccole dimensioni.
Il rapporto di Bank of England, in questo senso, è inequivocabile. Tanto da meritare la definizione di “horror story” da parte di Lord Oakeshott, parlamentare liberal-democratico che si è dimesso dall'incarico per protesta contro il Progetto Merlin. Quest’ultimo costituisce il risultato di mesi di negoziati fra banche e governo, i cui termini finali – stabiliti a febbraio – impongono alle banche di garantire, per il 2011, prestiti pari a 190 miliardi di sterline. Condizioni ritenute troppo blande.
Giova sempre ricordare che proprio gli istituti di credito, con i loro comportamenti spesso irresponsabili, hanno provocato lo scoppio della crisi finanziaria. E lo Stato, per salvarli dal tracollo, ha messo a dura prova le proprie finanze. Il deficit pubblico inglese per l'anno finanziario 2010/11 si è attestato a 141,1 miliardi di sterline. Facendo tirare un sospiro di sollievo al cancelliere dello Scacchiere George Osborne, che aveva previsto 4,8 miliardi in più. Ma si tratta pur sempre del 9,6% del pil: al secondo posto nella classifica dei deficit più alti dal secondo dopoguerra. Dove al primo posto c'è l'11,1% del 2010. E – come ben sanno i cittadini inglesi – questo progresso (di una situazione che resta critica) è stato ottenuto, tanto per cambiare, sulle loro tasche. Tramite aumenti delle tasse, tagli ai servizi e 300 mila licenziamenti nel settore pubblico. ( Fonte: www.valori.it)