GB, agenzie di rating sotto accusa
È di pochi giorni fa la notizia per cui la mutualista Co-operative Bank è l'acquirente favorito per le 632 filiali messe in vendita da Lloyds. Ma l'agenzia di rating Fitch ha reagito con un rating watch negativo sull'istituto.
E proprio su questo tema è intervenuto un commento, pubblicato dal Guardian, che non risparmia critiche.
Stando a quanto si legge sulle colonne del quotidiano britannico, proprio i soggetti mutualistici sono gli unici ad aver (in una certa misura) beneficiato della crisi, che ha portato a una sfiducia generalizzata nel sistema esistente.
Ne è un esempio il gruppo britannico Co-operative, che conta sei milioni di membri e – oltre alla finanza – è attivo in una vasta gamma di settori (grande distribuzione, turismo, servizi legali e altro ancora).
Ma le agenzie di rating, stando a questo primo segnale, sembrano non essere della stessa opinione.
Tali soggetti – ricorda l'editoriale – fino a un paio d'anni fa erano noti soltanto agli addetti ai lavori. Ora, invece, sarebbero stati eletti ad arbitri dei destini non solo di singole aziende, ma anche di interi Stati, come dimostrano le ultime ondate di downgrade sulle economie dell'Eurozona. Ma, di fatto, si tratta di profezie auto-avveranti: se il rating del debito pubblico di uno Stato viene tagliato, salgono gli interessi e lo Stato è spinto verso il default. E lo spazio di manovra, per la politica, è scarso.
Tali agenzie – si legge sul commento del Guardian – quindi hanno un impatto pubblico, pur senza essere state elette e senza dover rendere conto delle proprie decisioni.
Di norma, a tali osservazioni si ribatte affermando che si tratta di agenzie private, che fallirebbero se non avessero clienti. Ma quest'argomentazione, secondo l'opinionista, non sta in piedi: innanzitutto perché non c'è vera e propria concorrenza, trattandosi di un oligopolio. Inoltre, la crisi finanziaria del 2008 ha già svelato pesanti errori di valutazione, che tuttavia non hanno avuto conseguenze.
Solitamente si afferma anche che gli Stati, se non fossero schiacciati dal debito, non avrebbero nulla di cui preoccuparsi. Ma l'aumento dei tassi (e quindi del debito) sarebbe in parte dovuto alle agenzie stesse.
Che però – stando all'ultima decisione di Fitch – dall'altro lato pongono freni ad un eventuale ripensamento dell'attuale modello economico, che potrebbe passare proprio attraverso a realtà come Co-operative Group.
( Fonte: www.valori.it)