G20: INTESA SULLA SVALUTAZIONE MONETARIA E RIFORMA FMI
Raggiunta l’intesa tra i ministri delle Finanze e i presidenti delle banche centrali del G20 contro la svalutazione delle monete e sulla riforma del Fmi in vista del prossimo summit in programma a Seul il prossimo mese.
Alla riunione preparatoria dei lavori tenutasi ieri a Gyeongju, Corea del Sud, pur tra accuse reciproche e polemiche, le principali economie mondiali si sono impegnate ad evitare la svalutazione competitiva delle monete e a perseguire l’obiettivo di un sistema dei tassi di cambio che rifletta i fondamentali economici dei Paesi piuttosto che le esigenze dettate dalla bilancia commerciali di ognuno di essi.
Il riferimento poco celato allo yuan e, dunque, alla Cina ha sollevato una certa soddisfazione del ministro del Tesoro Usa Timothy Geithner, soddisfazione temperata dall’ evidenza che il comunicato finale non menziona i limiti entro i quali dovrebbero essere contenuti i surplus e i deficit delle bilance commerciali per evitare gli interventi di stabilizzazione, come invece gli stessi USA avevano richiesto.
Pechino, dal canto suo, spalleggiata da alcuni Paesi europei, non ha lesinato critiche alla presa di posizione statunitense, ritenuta sintomatica di una politica che di fatto manipola i tassi di cambio.
Approvata anche la tanto agognata riforma del Fondo Monetario Internazionale, che riduce il peso dei paesi europei, Italia compresa, per dare spazio alle economie emergenti di Cina, India, Brasile e Russia.
La riforma, definita dal direttore Dominique Strauss-Kahn un “evento storico”, prevede che i paesi industrializzati mantengano comunque il potere di veto e attribuisce alla Cina il ruolo di terzo azionista dopo Usa e Giappone.
L’Italia, pur riducendo la sua quota di partecipazione al 6%, mantiene il suo seggio, mentre due dei 24 seggi del consiglio da attribuire ai paesi emergenti saranno messi a disposizione dell’Europa.
Per il ministro Tremonti con tale riforma è stato fatto “più di un passo in avanti e un cambiamento del mondo lo ha fatto il mondo stesso che si è totalmente trasformato negli ultimi 20 anni” ed ora i tassi di cambio non saranno più stabiliti da “due o tre signori”, ma da “interi blocchi continentali”.
In merito ai cambiamenti interni al FMI per il ministro dell’Economia il seggio dell’Italia non è in discussione e il nostro Paese resta “la settima economia del mondo in valore assoluto”. La conferma del seggio, ancora, conferma che “il nostro sistema, nonostante tutto, tiene il passo”.
Nel comunicato finale del G20 le grandi potenze hanno riaffermato la volontà di cooperare per uscire definitivamente dalla crisi economica.
Lo scenario delineato dal governatore Mario Draghi, intervenuto in veste di responsabile del Financial Stability Board, rende sempre più necessaria una seria e coordinata collaborazione tra tutti i Paesi per intravedere finalmente una vera ripresa.
Autore: Marco Notari