Francia, i comuni colpiti dai prestiti tossici chiedono aiuto
Gli enti locali francesi colpiti dai prestiti tossici alzano la voce. Ormai da mesi, infatti, oltre 5 mila tra comuni e dipartimenti transalpini si trovano a combattere con deficit da record a causa di finanziamenti ricevuti da parte delle banche, i cui tassi sono cresciuti vertiginosamente. Per questo ieri l’associazione Attori pubblici contro i prestiti tossici, che riunisce amministratori di tutti gli schieramenti politici è passata al contrattacco, chiedendo al governo di adoperarsi «per la creazione di un’agenzia di finanziamento delle collettività locali». Ciò innanzitutto al fine di riuscire a fronteggiare gli ingenti esborsi e, in secondo luogo, per ovviare al credit crunch: le banche, infatti, dopo aver messo in ginocchio gli enti locali, ora non si fidano delle loro capacità di rimborso, e per questo non concedono più capitali. L’associazione ha lanciato un appello direttamente al primo ministro François Fillon, che parlando al congresso dei sindaci, tenutosi ieri a Parigi, ha affermato che saranno sbloccati 3 miliardi di euro per aiutare le realtà maggiormente in difficoltà. Cifra che potrebbe essere portata fino a 5 miliardi. Ancora, rivolgendosi alla Commissione parlamentare d’inchiesta istituita per indagare sul problema nel giugno scorso, gli amministratori locali hanno chiesto «misure regolatorie e legislative che costituiscano delle risposte concrete ed urgenti alla delicata situazione di alcune comunità». In particolare, si tratta dei casi come quello della città di Antibes, in Costa Azzurra, che ha ricevuto in prestito 60 milioni di euro, ed ora deve restituire 21 milioni oltre a tale somma. Allo stesso modo, il Dipartimento della Loira deve rimborsare 22 milioni per un prestito da 96 milioni. ( Fonte: www.valori.it)