Fonsai, arriva la controproposta di Sator e Palladio

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.ultimaora.net/wp-content/uploads/2011/08/fondiaria-sai.jpgSator e Palladio promettono 420 milioni di utile per Fonsai nel 2015 con il piano alternativo a Unipol, puntando oltre che sull'aumento di capitale anche su una fusione con la Milano e diverse cessioni. «Fonsai è una buona società, con un buon potenziale in attesa di venir liberato», ha spiegato l'ad della finanziaria vicentina Roberto Meneguzzo. Il piano Unipol «sembra complicato ed effettivamente lo è», è stata invece la provocatoria sintesi di Matteo Arpe.
I due Fondi hanno alzato il velo sulla controproposta in una conference call seguita a quanto pare da 225 investitori, presenti per Palladio anche l'Ad Giorgio Drago e per Sator Giacomo Garbuglia, già l'altro ieri in assemblea Fonsai. Oltre ai 450 milioni messi su Premafin, alla conferma dell'aumento Fonsai da 1,1 miliardi e alla ristrutturazione del debito di entrambe, Sator e Palladio non prevedono altri riassetti che non siano l'unione Fonsai-Milano. «Escludiamo qualsiasi fusione tra Premafin e Fonsai», ha chiarito Arpe, definendosi investitore «di lungo periodo». Al momento, poi, non c'è stato «alcun contatto o trattativa per coinvolgere un partner industriale» nell'operazione Fonsai, ha spiegato. Ora servono managerialità e un rafforzamento patrimoniale, «in futuro potrebbe essere».
Arpe è sembrato poi fiducioso di poter sottoporre a breve a Premafin la propria alternativa: il fondatore di Sator è infatti convinto che l'esclusiva tra Premafin e Unipol venga a decadere alla prima modifica del piano originario, e che sia «solo una questione di tempo, speriamo nel breve tempo». «È una questione molto giuridica, tutta italiana – ha spiegato – C'è un accordo di esclusiva, ma pensiamo che questi problemi legali si risolverebbero da soli».
Al momento tuttavia non sono previste modifiche al piano "ufficiale", e Carlo Cimbri è sembrato l'altro ieri in assemblea molto determinato ad andare comunque avanti. Anzi, sul fronte della "Grande Unipol" dovrebbe essere in dirittura d'arrivo oggi la "comfort letter" delle banche con l'impegno degli istituti creditori sulla ristrutturazione del debito Premafin per 368 milioni.
Sator e Palladio pensano nel dettaglio di vendere la serba Ddor, Liguria Sasa, Banca Sai, Ata Hotels e altri attivi nel gruppo nell'immobiliare, nel comparto agricolo e sanitario. Secondo i Fondi andrebbe poi messa a punto una revisione strategica di Popolare Vita, e vendute al momento di mercato opportuno anche le quote azionarie strategiche. Fonsai ha quote in Generali, Unicredit, Mediobanca, Mps, Gemina, Rcs e Pirelli, sette società che secondo i due fondi da sole rappresentano metà del portafoglio azionario della compagnia. Quello delle partecipazioni strategiche sembra in realtà un tema controverso, visto che si tratta di quote per lo più conferite a patti: se dovessero venir svincolate dagli accordi parasociali andrebbero innanzitutto svalutate, con uno scossone non irrilevante sui conti. Del piano Sator-Palladio, poi, sul mercato non tornano tutti i tasselli tra ristrutturazione del debito Premafin (100 milioni rimborsati, 150 rinegoziati e 150 spostati nel veicolo a monte) e mantenimento della quota di controllo di Fonsai senza l'erogazione di dividendi. I fondi fanno invece un calcolo sui fondi che a fine ricapitalizzazione arrivano su Fonsai: secondo il calcolo Sator-Palladio, con la Grande Unipol dopo 2,2 miliardi di aumento ne restano 1,2 a disposizione di Fonsai e Unipol assicurazioni con la ristrutturazione del debito Premafin senza includere il convertendo. Nel piano dei fondi, invece, ala fine va 1 miliardo tutto su Fonsai, includendo appunto i 100 milioni rimborsati di Premafin. La Borsa ha reagito comunque con freddezza e la compagnia ha perso lo 0,7%. Sembra resistere invece l'appeal speculativo su Premafin (+7,87%).(a.p.)
( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
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