Fiat: la ristrutturazione del settore auto avrà ripercussioni sull'occupazione

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://ts1.mm.bing.net/images/thumbnail.aspx?q=4578044788212008&id=1842c0184d1227f1998737af2a29950cSenza le misure del presidente del Consiglio, Mario Monti, il piano per Mirafiori non ci sarebbe stato. Le parole che l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, pronuncia a Bruges, dopo la riunione dell'Acea, l'associazione dei costruttori auto europei, sono senza dubbio un riconoscimento del lavoro del premier. Ma significano anche che per salvare la fabbrica di Torino non sarebbe bastato l'accordo con i sindacati firmatari né l'esito del referendum.
«Il presidente del Consiglio – afferma Marchionne – sta facendo un ottimo lavoro. Se non ci fossero state le sue misure, difficilmente avremmo portato avanti il nostro programma. Senza il presidente Monti non avremmo fatto il piano per Mirafiori». Il manager del Lingotto, che è anche presidente di turno dell'Acea, spiega inoltre che «sono necessari 24 mesi per ristrutturare il settore automobilistico in Europa», che i «costruttori Ue devono collaborare nel ridurre la capacità sovraproduttiva», e che la ristrutturazione del settore avrà «ripercussioni sull'occupazione».
«Marchionne – commenta Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom – continua nel gioco del pendolo; un giorno dice che chiude gli stabilimenti, un altro rassicura il governo, si fa dare il via libera per investire dove vuole e poi torna a dire che ci saranno chiusure di fabbriche in Europa. Aver attribuito l'investimento a Mirafiori al governo Monti dovrebbe far riflettere i firmatari degli accordi, e lascerà un orfano nell'ex ministro Sacconi». «Per noi – ribatte Rocco Palombella, segretario generale della Uilm – vale più un accordo che un elogio al governo. Quello che conta è la conferma dell'investimento a Mirafiori». «Marchionne ringrazi chi vuole, noi non abbiamo bisogno di essere ringraziati in pubblico, gli accordi li facciamo per i lavoratori», ribatte un po' stizzito Roberto Di Maulo, segretario generale del Fismic.
La Fiat, che a Piazza Affari va giù del 3,82%, chiude con successo l'operazione bond scadenza 2017: la raccolta ordini ammonta a 2,3 miliardi di euro, da oltre 300 istituzionali, a fronte di un importo iniziale di 500 milioni.
A Torino si è tenuta la prima delle udienze relative ai ricorsi della Fiom contro le società di Fiat Group Automobiles e di Fiat Industrial per il mancato riconoscimento dei diritti sindacali. Il giudice dovrà valutare se unificare i procedimenti.(g.b.)
( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
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