Finmeccanica, profondo rosso nessun dividendo all'orizzonte

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.usinenouvelle.com/mediatheque/3/9/7/000141793_5.jpgGiornata da dimenticare per Finmeccanica, che archivia nove mesi in perdita e segna in Borsa un tonfo del 20%, cui si aggiunge la previsione non proprio di chiudere l'intero anno in profondo rosso e di non distribuire alcun dividendo. Di fronte al calo di ordini e ricavi e al lievitare dell'indebitamento, il gruppo ha deciso di correre ai ripari con un piano di dismissioni per circa un miliardo di euro da portare a termine entro la fine dell'anno prossimo, per uscire dai settori non strategici, come trasporti ed energia, e consolidare gli asset essenziali. Ad essere cedute saranno quindi attività nel settore civile, nell'elettronica per la difesa e la sicurezza e partecipazioni di minoranza, compresa quella del 14% in Avio.

Piano e risultati sono stati approvati l'altro ieri da un cda disertato dal presidente Pier Francesco Guarguaglini, che però ha firmato i conti dei nove mesi. Un'assenza che ha alimentato voci di uno scontro in atto con l'amministratore delegato Giuseppe Orsi che, arrivato a Piazza Monte Grappa nel maggio scorso, è ancora affiancato da manager delle controllate nominati da Guarguaglini. Ma Orsi getta acqua sul fuoco: Guarguaglini ha deciso di non prendere parte alla riunione ma «niente è cambiato», ha assicurato l'ad, riconoscendo meriti al management che in questi anni ha fatto crescere l'azienda e aggiungendo che un cambio al vertice al momento non è nelle previsioni. Ma potrebbe essere solo rinviato dopo gli sviluppi legati al nuovo governo Monti.

Ma nel futuro di Finmeccanica c'è anche il deconsolidamento di AnsaldoBreda, per la quale al momento si studia una partnership, in vista della dismissione della società o, se necessario, addirittura di tutto il settore ferroviario, compresi quindi i servizi di segnalamento di Ansaldo Sts. Quello per la vendita di AnsaldoBreda è infatti un «impegno assoluto», ha spiegato l'amministratore delegato, Giuseppe Orsi, e se le società internazionali che hanno finora mostrato interesse, dovessero porre come condizione quella di acquistare tutte le attività ferroviarie del gruppo, Finmeccanica potrebbe allora «prendere in considerazione la cessione dell'intero settore».

Le notizie arrivate di prima mattina hanno gettato nel panico la Borsa, dove il gruppo ha vissuto una vera giornata di passione. All'avvio delle contrattazioni, il titolo non è riuscito a fare prezzo e una volta riammesso, è arrivato a perdere oltre il 16% e tra diversi passaggi in asta di volatilità il titolo ha ceduto il 20,33% finale a 3,57 euro.

I conti dei nove mesi sono del resto ben poco rassicuranti. Il risultato netto al 30 settembre è negativo per 324 milioni, rispetto ai 321 milioni di utili dello stesso periodo dello scorso anno. (b.a.)

( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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