" Ferrovie, il piano quinquennale prevede investimenti per 27 mld " di Emanuela Bambara
Le Ferrovie dello Stato cambiano nome e logo e diventano Italiane, vestendo i colori della bandiera nazionale, per tracciare, nel 150° dell'Unità d'Italia «un significativo cambiamento nel segno dell'italianità». Il Piano industriale per il quinquennio 2011-2015 è stato presentato ieri in conferenza stampa, alla presenza del presidente Lamberto Cardia e dell'amministratore delegato Mauro Moretti, insieme al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli. È previsto un aumento di capitale di circa 900milioni di euro, investimenti per l'ammontare di 27 mld nei cinque anni, di cui 6 mld per l'acquisto di nuovi treni, e riduzioni dei costi per circa 300 mln, con un obiettivo di fatturato di oltre 10 mld alla fine del quinquennio, soprattutto grazie al forte incremento delle attività all'estero. Particolarmente in Germania, dove il Gruppo è presente da quest'anno con la partecipata Netinera Deutschland, che ha già 3.100 dipendenti e oltre 470 milioni di euro di fatturato. Servono – hanno detto Cardia e Moretti – regole di competizione uniformi, chiare, trasparenti ed eque per tutti gli operatori, in un mercato unico europeo. La maggiore difficoltà è di entrare nel mercato francese. In programma, la costituzione di un Fondo immobiliare, per valorizzare gli asset. Non è esclusa, anzi è auspicata, la quotazione in Borsa del Gruppo Fsi. Nonostante la rivendicazione di italianità nello spirito di unità nazionale di cui si fregiano Ferrovie dello Stato Italiane, il Piano industriale è piuttosto deludente circa la possibilità di ridurre la sperequazione tra Nord e Sud nella disponibilità e nell'accesso ai servizi ferroviari. L'amministratore di Fsi Moretti, su nostra richiesta, ha illustrato il piano per il Sud, in particolare per Calabria e Sicilia. Il corridoio europeo n. 1 dovrebbe collegare Berlino a Palermo, con annesso il ramo Napoli-Bari. Sull'asse Napoli-Reggio Calabria sono stanziati investimenti di 450 milioni di euro, per la linea costiera calabra, per il rafforzamento delle gallerie e la velocizzazione dei collegamenti, e per la nuova linea Battipaglia-Sapri. In Sicilia, saranno spesi 2 mld e 400 mln, per rafforzare il nodo di Palermo, per il raddoppio della Palermo-Messina nella tratta Fiumetorto-Castelbuono, per il raddoppio della Messina-Catania, nel nodo di Catania e nella tratta Giampilieri-Siracusa, per il raddoppio della Palermo-Agrigento, nella tratta Fiumetorto-Agrigento. Nulla di nuovo per il miglioramento dei collegamenti via mare con la Sicilia. La velocizzazione dei trasporti nell'isola dovrebbe avvenire, però, nell'ambito di una razionalizzazione, e cioè, con la creazione di due livelli di servizio. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)