" Eurozona, a rischio la stabilità finanziaria" di Giovanni Cert

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.forexinfo.it/IMG/arton1768.gifScatta l'allarme rosso per la stabilità finanziaria nell'eurozona quando la crisi del debito minaccia di contagiare le banche. Lo ha detto il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet dopo la riunione dell'European Systemic Risk Board a Francoforte.

Trichet – riferisce Bloomberg – ha parlato di «luce rossa» facendo riferimento al legame tra banche e i problemi del debito dal momento che rappresenta «la minaccia più grave per la stabilità finanziaria nell'Unione europea».

Il presidente della Bce, pur precisando che nella riunione non si è discusso della crisi della Grecia, ha comunque messo in evidenza come il pericolo maggiore derivi «dalle interconnessioni tra le vulnerabilità delle finanze pubbliche in alcuni Stati membri dell'Unione e il sistema bancario con potenziali effetti di contagio nell'intera Unione e anche oltre». La Grecia non è citata nell'agenda ufficiale e neppure nelle lettere di invito, ma i leader europei che arrivano stasera a Bruxelles per partecipare all'ultimo Vertice Ue prima della pausa estiva, hanno ben chiaro che è sul salvataggio di Atene che l'Europa si gioca la sua credibilità politica e gran parte della sua prosperità economica futura.

I rischi di un default sono ancora alti e le modalità di un piano di salvataggio bis ancora incerte, soprattutto per le divisioni esistenti tuttora tra Stati membri. Ma la notizia giunta da Atene sull'ottenimento della fiducia al nuovo governo di Papandreou ha stemperato un po' il clima plumbeo.

«Il voto del parlamento greco toglie di mezzo un elemento di incertezza in una situazione già molto difficile. Ecco una buona notizia per la Grecia e per l'Unione europea nel suo insieme», ha commentato il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Durao Barroso anticipando le reazioni positive delle capitali, in particolare quella di Berlino. «L'ottenimento della fiducia è un passo importante», ha detto la cancelliera tedesca, Angela Merkel. Il portavoce del governo francese, Francois Baroin, ha usato le stesse parole.

Il ministro degli esteri Franco Frattini ha accolto la notizia della fiducia «con particolare soddisfazione» e si è augurato che si possa procedere «in tempi rapidissimi» con il secondo pacchetto di aiuti. «Non intervenire oggi in favore della Grecia farebbe correre il rischio a tutta l'Europa, nessun paese escluso, di essere esposta ad una crisi di credibilità, anche di fronte ai mercati», ha messo in guardia Frattini.

I mercati ieri sono rimasti in attesa, dominati dall'incertezza. La moneta unica è stata trainata dalla buona notizia sulla fiducia incassata dal governo Papandreou, ma restano forti dubbi sull'effettiva capacità di Atene di superare il secondo ostacolo: il varo del piano di austerity da 28 miliardi di euro necessario per ottenere subito la quinta tranche di 12 miliardi di euro di aiuti Ue-Fmi e per fare partire il piano-bis: un centinaio di miliardi, di cui una ventina dalla partecipazione dei privati.

Nonostante la fiducia ottenuta dal nuovo governo, sembra allontanarsi il consenso fra le forze politiche elleniche necessario per il varo del pacchetto di misure economiche, in particolare per la dura contrapposizione fra il premier socialista e Antonis Samaras, il leader conservatore di Nea Dimocratia. Samaras sarà oggi a Bruxelles per partecipare al pre-vertice del Ppe, la famiglia politica alla quale appartengono la maggioranza dei leader politici europei. L'auspicio è che il Ppe eserciti un'azione di pressing per costruire un consenso nazionale sul programma di austerità.

Barroso ieri ha confermato di non esercitare questa pressione: «il messaggio inviato a tutte le forze politiche greche è che abbiamo un piano e che bisogna metterlo in pratica, perchè non c'è alternativa, non c'è un piano B», ha ribadito il presidente dell'esecutivo. Senza l'approvazione del programma di austerità tanto contestato dalla piazza – è il messaggio ripetuto da giorni – l'unica alternativa è la strada spianata verso il default. Ieri il governo austriaco ha annunciato che bloccherà la prossima tranche di aiuti se il governo ellenico non soddisferà le condizioni poste dalla Ue.

Restano poi tutte le difficolte legate alle divisioni tra stati e Bce sulla modalità di partecipazione dei privati all'eventuale piano bis. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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