Fed: le banche Usa riaprono i rubinetti del credito

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/Finanza%20e%20Mercati/2009/04/banche-usa-324.jpg?uuid=260d6f62-2dd9-11de-bf43-2ea9a6202a14Nel primo trimestre di quest'anno le banche statunitensi hanno allentato i requisiti per la concessione del credito, stimolate dalle sempre maggiori richieste da parte delle imprese e da una prospettiva di ripresa economica. È quanto emerge da un rapporto della Federal Reserve, riportato dall'agenzia Bloomberg.

 

Manca ancora molto per tornare ai livelli pre-crisi, ma questa situazione fa comunque tirare un sospiro di sollievo. Il persistere del credit-crunch post-crisi, conferma il presidente della Fed Ben S. Bernanke, va scongiurato perché pone un freno alla ripresa. Per questo il Federal Open Market Committee (il comitato di politica monetaria della banca centrale) ha intenzione di proseguire la strada intrapresa. I tassi d'interesse, dunque, rimangono invariati ad un range tra lo 0 e lo 0,25%, il minimo storico fissato a partire dal dicembre 2008. E prosegue il piano di acquisto, entro la seconda metà di quest'anno, di 600 miliardi di bond del Tesoro a lunga scadenza.

 

Ciò ha contribuito a migliorare il flusso dei prestiti, sia qualitativamente che quantitativamente. A marzo si è registrato un +11,3% su base annua dei capitali erogati a commercio e industria: si tratta dell'incremento più rilevante a partire dall'ottobre 2008. Il settore immobiliare continua comunque a scontare i pesanti effetti della crisi. I prestiti attualmente si attestano a 1.460 miliardi di dollari: nel dicembre 2008 erano a 1.730. E i prezzi del real-estate commerciale restano inferiori del 45% rispetto ai livelli record dell'ottobre 2007.

 

Sono in aumento anche i crediti concessi ai privati. Ora ammontano a 2.420 miliardi di dollari, con una crescita di 7,62 miliardi nel mese di febbraio, il più consistente dal giugno 2008. Ma il credito revolving (in particolare legato alle carte di credito) rimane tiepido: segno di un sostanziale cambiamento di mentalità da parte degli americani, che ora mostrano una certa riluttanza a indebitarsi, anche in presenza di un miglioramento nello scenario economico e lavorativo. Secondo le previsioni di 74 economisti interpellati dall'agenzia Bloomberg, infatti, quest'anno l'economia potrebbe tornare a crescere del 2,9%. Ribaltando così il +1,8% del primo trimestre del 2011, che costituiva un deciso raffreddamento rispetto al +3,1% della fine del 2010.( Fonte: www.valori.it)

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