Facebook "taggato" nel mercato azionario
Le indiscrezioni sullo stop, che sarebbe stato comunicato dai manager Facebook, lascia intravedere – secondo alcuni osservatori – la volontà del social network di non attirare in modo eccessivo l'attenzione delle autorità di regolamentazione, che esaminano da vicino l'andamento del mercato secondario convinte che le transazioni che vi avvengono possano attirare investitori non in grado di capire la società e i rischi che comporta.
Il valore di Facebook, in base all'asta della fine di febbraio in cui un fondo ha venduto le proprie azioni, è sceso di 5 miliardi di dollari a 93 miliardi di dollari contro i 98 miliardi di dollari del 14 febbraio 2012.
In attesa dell'Ipo Facebook sta cercando di risolvere tutte le possibili grane che potrebbero pesare sul titolo, come ad esempio la richiesta alla corte americana di archiviare l'azione legale di Paul Ceglia che rivendica di essere un azionista di maggioranza in base a un contratto del 2003 siglato con Mark Zuckerberg.
Contratto che Facebook ritiene falso.
Facebook ha presentato alla Sec agli inizi di febbraio la documentazione per la quotazione in Borsa. L'obiettivo del social network è quotarsi in
maggio. Facebook punta a raccogliere 5 miliardi di dollari, una cifra che potrebbe facilmente salire e raggiungere i 10 miliardi di dollari, per una valutazione della società di 75-100 miliardi di dollari. Nel 2011 il sito di social network ha realizzato 3,71 miliardi di dollari di ricavi contro gli 1,97 miliardi di dollari dell'anno precedente. L'utile netto è ammontato a 668 milioni di dollari, il 79,5% in più rispetto al 2010.(j.j.t.)
( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
Pubblicità