Eurozona, crescono le esposizioni bancarie verso le “periferie”
Le esposizioni delle banche europee nei confronti dei Paesi dell’Eurozona considerati più in difficoltà sono nuovamente aumentate nel terzo trimestre del 2010. Si tratta di un’inversione di tendenza rispetto ai tre mesi precedenti, nel corso dei quali si era registrata una diminuzione che aveva tranquillizzato i mercati.
Ad indicare le nuove cifre è stata ieri la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), che in tal modo ha tracciato un quadro delle possibili difficoltà che potrebbero incontrare gli istituti di credito del Vecchio Continente nel prossimo futuro. In particolare le banche francesi sono quelle che risultano essere le più esposte nei confronti di uno degli Stati maggiormente colpiti dalla crisi debitoria: la Grecia. Si tratta di attività che non riguardano solamente alcuni gruppi bancari presenti sul territorio ellenico, ma anche il settore pubblico e quello privato non bancario. In tutto il dato indicato dalla BRI è di 92 miliardi di dollari (66,5 miliardi di euro): il 10,7% in più rispetto al periodo aprile-giugno dello scorso anno.
Per quanto riguarda il settore finanziario della Germania, l’incremento dell’esposizione nei confronti della Grecia è stato pari al 6,1%, per complessivi 69,4 miliardi di dollari. Mentre verso l’Irlanda - altro Stato che ha dovuto chiedere un prestito d’emergenza per superare la crisi - la crescita è stata ancora più marcata: +11,7% a 208,3 miliardi di dollari. Nei confronti dell’isola è posizionata in modo ancor peggiore l’industria bancaria del Regno Unito, con 224,6 miliardi di dollari (+19,8% rispetto al secondo trimestre).
Per quanto riguarda, inoltre, il Portogallo, sono gli istituti spagnoli quelli più in difficoltà, con 108,6 miliardi (in aumento del 10,5%). Le banche tedesche, invece, presentano esposizioni per 242,4 miliardi nei confronti della stessa Spagna; solo di poco più contenute quelle francesi, pari a 224,6 miliardi. ( Fonte: www.valori.it)