Ennesimo record dell'oro
L'oro è volato al nuovo record di 1.433,40 dollari l'oncia a New York, in un mercato in fermento a causa dei timori per le rivolte in Libia. I futures sono balzati negli scambi di oltre l'1,5% nelle contrattazioni after-hours. Forte anche il petrolio, che ha chiuso a 99,60 dollari (+2,7%), ai massimi di 29 mesi, avvicinandosi alla soglia dei 100 dollari.
Il maxi-debito pubblico americano, e il rischio-inflazione creato dai rincari delle materie prime, balzano in cima all'agenda della Federal Reserve.
Il presidente della banca centrale americana, Ben Bernanke, nel suo intervento semestrale di fronte alla Commissione bancaria del Senato promette mano ferma nel reagire di fronte ai rischi di una fiammata globale dei prezzi delle materie prime – dal grano al petrolio – creati dall'instabilità in Nord Africa e Medio Oriente.
«Continueremo a monitorare gli sviluppi dei prezzi molto attentamente e siamo preparati a rispondere come necessario per sostenere la ripresa, che è in corso, in un contesto di stabilità dei prezzi».
Anche se – precisa il banchiere centrale – al momento le spinte inflazionistiche appaiono temporanee. Se la tempistica di una stretta monetaria da parte della Fed appare ancora lontana (gli economisti puntano sull'inizio del 2012), è chiaro che comunque la Fed comincia a ragionarci, sia pure alla lontana. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it) (m.a.)