ENERGIA: UNA STANGATA DA 5,7 MILIARDI PER INCENTIVARE LE RINNOVABILI?

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Manca poco più di una settimana all'addio di Alessandro Ortis all'Autorità per l'energia, ma il presidente, ormai al termine del suo settennato, non perde l'occasione per insistere sui temi ancora caldi del mercato energetico italiano e per lasciare in eredità al Parlamento e al suo successore designato, Guido Bortoni, alcune linee guida per i necessari futuri interventi.
Il primo, impellente, dovrà essere sugli incentivi alle rinnovabili. Tra Cip6 (già costati 23 miliardi dal 2001 ad oggi), «crescita esponenziale» del fotovoltaico e certificati verdi, il sostegno alle fonti alternative potrebbe infatti tradursi in una «stangata» da 5,7 miliardi per le bollette degli italiani. «I sistemi di incentivazione e i relativi oneri di sistema in bolletta dovrebbero quindi essere definiti e dimensionati con criteri di massima efficienza, e secondo livelli di sicura sostenibilità».
Il secondo intervento dovrà invece essere sul settore del gas, caro, «vulnerabile» e dominato ancora da Eni, che con Snam controlla anche la rete di trasporto. Proprio per la rete Ortis non ha dubbi e non cede a compromessi: la via da percorrere è quella della separazione proprietaria.
L'analisi dell'Autorità, consegnata alle Commissioni parlamentari nella Relazione sullo stato del mercato nazionale dell'elettricità e del gas, parte dalla considerazione che il mercato energetico italiano è ancora «a due velocità». Il settore elettrico «sta beneficiando dei primi positivi effetti dell'apertura alla concorrenza», tanto che l'operatore dominante Enel è sceso al 30% del mercato. Quello del gas è invece «ancora molto vulnerabile in caso di incidenti o di crisi per gli approvvigionamenti, e con prezzi più elevati del resto d'Europa, a causa della scarsità di infrastrutture e di concorrenza». Eni «controlla ancora l'84,5% della produzione nazionale, e direttamente o indirettamente oltre il 60% delle importazioni». Da qui «la necessità di potenziare le infrastrutture (gasdotti, rigassificatori, stoccaggi) e di aprire il mercato alla concorrenza, anche – insiste l'Autorità - attraverso la separazione proprietaria della rete di Snam Rete Gas». La soluzione suggerita dal governo per adempiere entro i primi di marzo agli obblighi dettati in materia dall'Europa, ovvero quella della separazione funzionale con un operatore verticalmente integrato (ITO), sarebbe «inutilmente complessa, scarsamente efficace e fortemente invasiva in termini di regolazione necessaria per la sua implementazione». L'ownership unbundling, cioè la separazione proprietaria, rappresenta invece la soluzione «migliore per promuovere gli investimenti – sottolinea – e una reale competizione a beneficio di tutti». ( Fonte: http://www.gazzettadelsud.it)
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