" È il numeri dei suicidi l'indice della recessione" di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://ts2.mm.bing.net/images/thumbnail.aspx?q=4981119076139177&id=aa3956e8a2304ced4d04cf8e06205fc9Siamo in guerra, ha detto il premier Italiano Mario Monti ai suoi concittadini per giustificare la politica d'austerità che ha loro imposto, ma non ha specificato di che tipo di conflitto si tratta, e cioè atipico. La guerra economica che si combatte da due anni in Europa ha infatti prodotto un aumento esponenziale dei suicidi. Le nazioni più a rischio sono quelle maggiormente colpite dalla recessione, i Paesi della periferia dell'Europa Unita, ce lo dice uno studio condotto da un'equipe di medici anglosassoni e pubblicato sulla rivista The Lancet.  Secondo gli autori esiste una fortissima correlazione tra suicidio e recessione, ciò spiegherebbe perché la Grecia e l'Irlanda, le nazioni dove la crisi del debito sovrano è stata più acuta e continua a perdurare, sono anche quelle dove il tasso di suicidio è salito maggiormente.
Fino al 2007 la Grecia era una delle nazioni con il più basso tasso di suicidi in Europa, appena sopra i 300 l'anno. Negli ultimi due anni 2.500 greci si sono tolti la vita. A giugno scorso ad Atene ben 50 persone si sono suicidate e 350 hanno tentato di farlo senza successo. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria epidemia.
Mentre a morire in Grecia sono principalmente i poveri ed i vecchi, sopra i 65 anni, in Irlanda invece sono i giovani a togliersi la vita. Secondo una ricerca condotta dalla National Research Foundation di Cork, in Irlanda esiste una forte correlazione tra crisi economia e depressione. Ecco perché le vittime sono principalmente uomini con un'età media di 36 anni, di cui un buon 40% erano disoccupati provenienti dall'industria delle costruzioni: elettricisti, idraulici e muratori. Lo scoppio della bolla immobiliare nel 2007 e nel 2009 ha definitivamente mandato in frantumi il sogno della Tigre Celtica e gettato nella disperazione famiglie intere e cancellato ogni speranza di miglioramento.
Nessun Paese della periferia dell'Unione Europea è stato risparmiato dall'epidemia dei suicidi. In Italia quelli legati alla crisi economica sono aumentati tra il 2005 ed il 2010 del 58%. Ma ciò che colpisce è il numero di piccoli e medi imprenditori che si toglie la vita perché finiti in bancarotta a causa dei mancati pagamenti delle autorità pubbliche.  Secondo stime attendibili l'ammontare che lo Stato italiano deve a società private oscilla tra i 118 ed i 131 miliardi di euro.
Il quadro che emerge in Europa è dunque preoccupante anche perché questa crisi non accenna a risolversi e non c''e da escludere che presto si parlerà dell'indice dei suicidi quale barometro della recessione.
Fonte: www.caffe.ch

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