Draghi presidente Bce? La Germania frena
Draghi è sempre più vicino alla presidenza della Banca centrale europea: così scrivono i principali quotidiani economici internazionali dopo l'appoggio ufficiale del presidente francese Nicolas Sarkozy. Ma da Berlino è arrivato un monito: «senza l'approvazione del governo tedesco non ci sarà alcuna decisione» sul successore di Jean-Claude Trichet, tema su cui Sarkozy si è già confrontato con il cancelliere tedesco Angela Merkel diverse volte.
Sono passate poche ore del vertice italo-francese che ha sancito il fondamentale "endorsement" da parte di Parigi a Draghi.
«Mario Draghi è ben posizionato per la successione a Trichet» alla guida della Banca centrale europea: questo il titolo di apertura ieri del quotidiano francese Le Monde, che ricorda come Draghi abbia incassato l'appoggio del presidente francese Nicolas Sarkozy per l'incarico alla Eurotower.
Ieri l'appoggio è arrivato anche dal governo portoghese e gli apprezzamenti del portavoce del primo ministro ad interim del Belgio Yves Leterme. Il consenso generale che si va costruendo attorno al candidato italiano mette in una condizione difficile chi volesse avanzare candidature alternative. E il Financial Times cita fonti «di alto livello» secondo cui anche la Merkel, sotto pressione in vista della decisione da prendere a giugno, sarebbe orientata ad «approvare la candidatura di Draghi».
Ma Steffen Seibert, portavoce del governo tedesco, invita alla prudenza e guadagna tempo al cancelliere tedesco. Berlino non si sta affatto disinteressando alla questione e si pronuncerà «in tempo su possibili candidati», spiega Seibert. Il portavoce, parlando del rapporto «molto stretto» tra la Germania e la Francia, rivela anche che la Merkel e Sarkozy «hanno già parlato parecchie volte» della presidenza della Bce. Su questi colloqui, precisa però Seibert, «non posso e non voglio dare informazioni».
È possibile che la presa di posizione di Sarkozy abbia colto di sorpresa la Merkel. Che deve muoversi con cautela, di fronte a un elettorato tedesco già scontento per gli aiuti concessi a Grecia, Irlanda e Portogallo e che ora guarda con scetticismo a un candidato dell'Italia, Paese gravato storicamente da alto debito pubblico e inflazione. L'International Herald Tribune, versione globale del New York Times, ipotizza che «l'inatteso annuncio di Sarkozy potrebbe aver reso più difficile l'appoggio a Draghi» da parte di di Berlino.
Secondo il Financial Times, tuttavia, i giochi sarebbero ormai fatti: citando un diplomatico il giornale parla di «scambio di tappeti» fra Roma e Parigi, il via libera francese a Draghi sarebbe arrivato dietro promessa che Lorenzo Bini Smaghi (dato per potenziale candidato alla Banca d'Italia) cederà il suo posto nel comitato esecutivo della Bce, facendo così spazio ad un francese quando Trichet lascerà ad ottobre. Draghi – si legge nella Lex Column – potrà superare facilmente le obiezioni di un peso eccessivo dell'Europa del Sud: «Al contrario – scrive il Ft – l'area euro dovrebbe vedere con favore una prospettiva "non nordica" ai vertici della Bce». Tanto più che Draghi, nelle previsioni del quotidiano, si è fatto interprete di una «linea dura che fa piacere ai tedeschi» sulla lotta all'inflazione e sul ritiro delle misure straordinarie di liquidità.
Sicuro che se verrà nominato «proseguirà il lavoro di Trichet alla Bce, che è stata una delle istituzioni fondamentali in questa crisi», si è detto infine l'ex amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
Autore: Arturo Portentino