Draghi: «I nuovi nemici dei giovani? Precarietà e stipendi bassi»
Mario Draghi il il 24 giugno verrà designato quale prossimo presidente della Bce, e nella sua ultima relazione da governatore sostiene che “occorre sconfiggere gli interessi corporativi che in più modi opprimono il Paese”, sanare gli squilibri tra nord e sud, superare i conflitti e puntare tutto sulle riforme. Tutte azioni necessarie ad evitare “un declino ineluttabile”altrimenti, e a rinsaldare la fiducia tra Stato e cittadini. Declino dal quale ci si riprenderà solo puntando “a una manovra tempestiva, strutturale, credibile agli occhi degli investitori internazionali, orientata a favore della crescita”.
Una relazione di chiusura, quella del governatore Draghi, nella quale citando Cavour, ha sottolineato come “il risorgimento politico non va mai disgiunto da quello economico” ma occorrono riforme, prima fra tutte il pareggio in bilancio. Pareggio da raggiungere senza tagli in bilancio indiscriminati, ma partendo da iniziative concrete, come il lavoro per i giovani e le donne, rafforzando il sistema di protezione sociale e incentivando la produttività. Draghi ha inoltre sottolineato come nel nostro Paese, esista ancora un sistema d'istruzione arretrato rispetto all'Ocse, inefficienza che vale quanto un punto di Pil. Ridurre le aliquote su cittadini e imprese ricavando i fondi per l'investimento dalla lotta all'evasione fiscale, e rendere efficiente la giustizia civile sono i punti di partenza per una ripresa economica che riequilibri il sistema. «le dinamiche retributive sono modeste, non potendo troppo discostarsi da quelle della produttività: il mercato interno ne risente. - Draghi ha ribadito come - Le retribuzioni reali dei lavoratori dipendenti nel nostro Paese sono rimaste pressoché ferme nel decennio, contro un aumento del 9 per cento in Francia». “I giovani sono vittime di un pronunciato dualismo” intrappolati tra precarietà e stipendi bassi, riequilibrare la flessibilità del lavoro appare dunque una necessità non più procrastinabile. Riforme strutturali e consolidamento fiscale sono dunque, la strada indicata dal governatore della banca d'Italia, per tentare di uscire dalla crisi. ( Fonte: www.ilfuturista.it)